Oggi | 14 ottobre 2021 16:13

Bcc, sfuma la fusione Banco Fiorentino-Alta Toscana

Sfuma - come anticipato nel giugno scorso da Toscana24 - l'annunciata fusione tra gli istituti di credito cooperativo Banco Fiorentino e Banca Alta Toscana, che avrebbe dato vita a una realtà con 2,7 miliardi di euro di raccolta, 1,5 miliardi di impieghi, 49 filiali, 420 dipendenti e più di 20mila soci, una delle più importanti della cooperazione toscana.

Invece le due banche, risultato di altrettante fusioni (Banca Alta Toscana è nata nel luglio 2017 dall'unione della Bcc Vignole-Montagna pistoiese con Bcc Masiano; Banco Fiorentino è nato nel 2016 dalla fusione delle Bcc di Mugello, Signa e Impruneta) rimarranno autonome, non avendo dato seguito alla lettera d'intenti firmata nel novembre 2020 che prevedeva di concludere il progetto aggregativo entro l'estate 2021.

La fusione nasceva dalla volontà dichiarata di «fornire ai territori di riferimento, ai soci e alla clientela un servizio più efficiente e competitivo, valorizzando la storia e il personale delle due banche» che - a quanto pare - non sono però riuscite a raggiungere un equilibrio politico-aziendale. Secondo quanto spiegato all'epoca, l'aggregazione sarebbe servita anche a far fronte «alle crescenti richieste di patrimonializzazione» e ai «controlli sempre più stringenti a cui sono costrette le piccole Bcc».

Sfumato il matrimonio, a questo punto si potrebbero (ri)aprire altre strade per il Banco Fiorentino, istituto che rivendica uno stato di buona salute e che in prospettiva potrebbe tornare a dialogare con ChiantiBanca, altro pilastro della Federazione toscana delle Bcc e del gruppo bancario Iccrea.