Oggi | 12 ottobre 2021 20:33

Irpet: Toscana lenta nel recupero industriale post-Covid

«Tra le regioni italiane più avanzate la Toscana rimane quella più colpita dal punto di vista industriale dall'impatto della pandemia». A certificarlo è l'Irpet, l'istituto regionale per la programmazione economica della Toscana nella nota congiunturale datata ottobre 2021.

Nel luglio scorso - secondo l'istituto di ricerca - l'indice della produzione industriale regionale segnava -1,7% rispetto ai livelli di gennaio 2020, mentre Veneto, Lombardia e Emilia-Romagna avevano già superato quei livelli (rispettivamente +1%, +0,8% e +0,9%). La media italiana registrava, in luglio, +0,1% rispetto a gennaio 2020.

La situazione naturalmente è molto diversa da settore a settore. La produzione industriale toscana è ancora ben al di sotto del periodo pre-Covid per il tessile-abbigliamento-pelli e accessori (-9,7%); per i prodotti petroliferi raffinati (-9,5%); per i mezzi di trasporto come moto e navi (-3,5%); e per i prodotti chimico-farmaceutici (-2,5%).

I settori che invece corrono - e stanno producendo decisamente di più rispetto al periodo pre-Covid - sono l'industria del legno (+20,7%), gli apparecchi elettrici (+8,7%), la carta (+7%), le materie plastiche (+6,8%) e l'attività estrattiva (+4,7%). Stabile l'alimentare e il vino, così come la meccanica.

«Il motivo del ritardo che ancora oggi caratterizza la Toscana rispetto alle altre regioni italiane - afferma l'Irpet - è da imputare in buona sostanza all'industria della moda, che si conferma ancora lontana dal livello prepandemico. Nel complesso tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature sono ferme a un livello di produzione che rappresenta meno del 90% rispetto ai valori pre-crisi. Le altre produzioni rilevanti per il sistema economico regionale hanno sostanzialmente recuperato il livello pre-pandemico».

A trainare la produzione industriale è stato l'export, che nel secondo trimestre 2021 ha continuato la marcia di recupero rispetto ai livelli pre-Covid. «Il primo semestre 2021 - conferma l'Irpet - si è chiuso con un +4,9% rispetto ai valori dello stesso periodo 2019, meglio della media italiana (+3,1%)». Qui l'articolo di Toscana24 .

Boom nel primo semestre per le vendite all'estero di prodotti agricoli (+31,7% nel primo semestre 2021 sullo stesso periodo 2019), prodotti agroalimentari (+14,3%), maglieria (+25,3%), gioielli (+21,5%), farmaceutica (+56%), prodotti chimici (+41%), metallurgia (+18%) e mezzi di trasporto (+16,3%). Arretramento per filati e tessuti (-21,9%), abbigliamento (-5,6%), cuoio e pelletteria (-12,3%), calzature (-11,5%), prodotti in legno (-4,7%), carta (-9%).

Nel mercato del lavoro - segnala l'Irpet - procede il recupero delle posizioni lavorative, sebbene a un ritmo meno accelerato di quello riscontrato nella produzione. «Considerando il periodo gennaio-agosto 2021 mancano all'appello rispetto alla fase pre-Covid (gennaio-agosto 2019) 57mila avviamenti (-15%) e circa 8mila addetti alle dipendenze (-1%)», afferma l'istituto precisando che le nuove occasioni di lavoro create sono state esclusivamente a termine.