Oggi | 7 ottobre 2021 20:54

Gkn rallenta sui licenziamenti, arriverà un advisor

Una tregua, almeno momentanea, nel muro contro muro fra Gkn Driveline Firenze e sindacati: al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, al termine di un incontro di quattro ore, viene sancito l'avvio di un percorso per trovare soluzioni utili alla sopravvivenza dell'attività produttiva, con un advisor affiancato da Invitalia. E con i 422 licenziamenti non più urgentemente all'ordine del giorno, secondo la viceministra Alessandra Todde: il percorso, dice, «dovrà essere affiancato da ciò che ha affermato l'azienda, cioè non avere la procedura di licenziamento incombente all'interno di questo tipo di percorso».

L'orizzonte è quello dell'attivazione di ammortizzatori sociali: il tavolo tecnico sarà riconvocato, secondo Todde, «se non la prossima settimana in quella successiva: dipenderà dalla disponibilità delle parti, e verrà tenuto conto della tempestività necessaria». A Gkn nel frattempo «abbiamo chiesto di valutare nell'ambito del percorso - ha spiegato la viceministra - il ritiro della procedura di liquidazione, e l'azienda ha dichiarato che non è un tema ostativo per loro, quindi vedremo quelle che saranno le necessità del percorso che identificheremo». Soddisfatti la Fiom e il governatore Eugenio Giani, che parla di «uno spiraglio concreto per la trattativa».

Nella stessa giornata, che ha visto manifestare a Roma i lavoratori Gkn insieme a quelli di Alitalia, è stata annunciata la presentazione sia alla Camera sia al Senato della proposta di legge anti-delocalizzazioni elaborata dagli operai di Campi insieme a un gruppo di giuristi: primi firmatari del testo sono il senatore Matteo Mantero, di Potere al Popolo, e la deputata ex-M5s (ora nel Misto) Yana Ehm. La proposta attribuisce più potere di intervento allo Stato: l'impresa ha l'obbligo di comunicare preventivamente al governo il progetto di chiusura di un sito produttivo, deve presentare al ministero per lo Sviluppo economico un piano per la salvaguardia dei dipendenti, e il piano stesso deve essere approvato dai lavoratori.

Diversa la posizione di Todde: «Non si può fare in modo che un'azienda rimanga per legge, è impossibile», ha detto, sottolineando che «siamo in un contesto dove fortunatamente vige la libertà di impresa. Un'azienda deve avere la possibilità di fare impresa in maniera sana, di aprire e chiudere se necessario, ma l'importante è che questo si faccia in un contesto ordinato».

Gkn non è l'unica vertenza di rilievo sul territorio toscano, in questi giorni: per l'11 ottobre è previsto un tavolo in Regione sulla situazione di Giga Grandi Cucine, azienda di Scandicci controllata dal 2008 dall'americana Middleby Corporation, con 41 lavoratori che stanno per arrivare alla fine degli ammortizzatori sociali, non prorogabili dopo gennaio prossimo. «Vogliamo attivare un percorso con istituzioni e sindacati - ha dichiarato Valerio Fabiani, consigliere speciale del governatore Eugenio Giani - per trovare una soluzione che salvaguardi il sito produttivo, siamo pronti a farlo con Middleby ma, se necessario, anche ricercando nuovi soggetti». Dal 30 settembre scorso invece è ferma la produzione della ex Copaim (ora Sapori e Gusto Italiani, controllata da Beretta) ad Albinia, e i 53 dipendenti sono entrati tutti in Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività.