Oggi | 4 ottobre 2021 18:20

'Marmo fake' in fiera, i produttori di Carrara denunciano

Il comunicato finale della 55esima edizione della fiera Marmomac, che si è chiusa a Verona sabato 2 ottobre con 756 aziende espositrici (per il 43% estere) di cui un centinaio toscane, ha toni entusiastici: «Oltre 30mila operatori qualificati, di cui il 48% arrivato dall'estero, in rappresentanza di 120 nazioni. Un risultato che conferma il salone internazionale leader assoluto per l'intera filiera della pietra naturale, nel primo appuntamento in presenza dopo lo stop imposto dalla pandemia».

Eppure gli imprenditori di Carrara, il distretto che produce uno dei marmi più pregiati al mondo, sono tornati a casa con la bocca amara dopo aver visto, esposti in fiera, materiali che nulla hanno a che vedere con la pietra naturale: ceramiche, quarzo e sintetici. «Il nostro prodotto non è tutelato», ha scritto in un comunicato-stampa Confindustria Massa-Carrara chiedendo l'intervento di Comune e Regione Toscana e annunciando denunce da parte degli associati per tutelare i propri interessi.

«La presenza insidiosa, all'interno di una fiera dedicata al marmo, di prodotti che marmo non sono, e cioè ceramiche, quarzo e sintetici, è una scelta discutibile da parte degli organizzatori - afferma il presidente degli industriali apuani Matteo Venturi - che rischia solo di aumentare la confusione nel consumatore. Spacciare per marmo - aggiunge - prodotti pieni di resine e inchiostri non è altro che una truffa al consumatore e una violazione di un marchio registrato». Senza contare l'evocazione «di finti temi green», sottolinea Venturi associando la pietra naturale (e solo quella) all'economia circolare, al riuso e alle certificazioni ambientali.

Il presidente degli industriali paragona la situazione a quella in cui «dovevamo tutelare il Parmigiano Reggiano contro il Parmisan». E promette: «La tutela della pietra naturale autentica sarà un tema di cui chiederemo conto anche ai candidati alle prossime elezioni amministrative».