Oggi | 1 ottobre 2021 20:50

Gkn avvia i tavoli: prima la Fiom, poi Fim e Uilm

Il primo round degli incontri fra Gkn Driveline Firenze e i sindacati si conclude con un nulla di fatto sostanziale: nella sede del Comune di Campi Bisenzio, l'amministratore delegato (ora liquidatore) Andrea Ghezzi e i rappresentanti dell'azienda hanno illustrato alla Fiom-Cgil e alla Rsu le motivazioni della chiusura della fabbrica, come previsto dal contratto nazionale, in ottemperanza a quanto decretato dal Tribunale di Firenze. Si replicherà il 6 ottobre con Fim-Cisl e Uilm-Uil, alla vigilia del tavolo al Mise previsto per il 7 ottobre.

La scelta di fare più incontri separati con le organizzazioni sindacali è stata contestata dalla Fiom, che chiede a Gkn di ritirare l'atto di liquidazione dell'azienda, e lamenta un livello di informazione insufficiente: «Abbiamo ascoltato un'informativa a nostro giudizio non chiara, non corretta e non trasparente - lamenta Daniele Calosi, segretario generale -, sia perché Gkn non ha risposto alle nostre domande o le ha evase, sia perché arriva da un liquidatore e non da un amministratore delegato». Giudizio condiviso dai lavoratori che hanno atteso gli esiti dell'incontro fuori dal palazzo comunale di Campi, e al termine hanno pesantemente contestato Ghezzi.

Una delegazione del Collettivo di Fabbrica della Gkn di Campi Bisenzio, nel tardo pomeriggio, ha partecipato con lo striscione "Insorgiamo" alla manifestazione di piazza San Giovanni a Firenze per esprimere solidarietà a Mimmo Lucano, l'ex sindaco di Riace condannato a 13 anni e due mesi di reclusione nel processo Xenia. «Lo abbiamo ripetuto in ogni occasione, per Gkn serve un intervento urgente del governo, con un decreto contro le delocalizzazioni che sia efficace per questa vertenza e per le vertenze aperte in tutta Italia», ha affermato Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, presente alla manifestazione.