Oggi | 20 settembre 2021 16:52

Prato, il tessile rincorre i livelli pre-Covid

La ripresa è partita, anche se non è ancora sufficiente a riportare il distretto tessile di Prato ai livelli produttivi e di export che aveva prima della pandemia, cioè nel 2019. Il gap da recuperare è del 18-20% secondo Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca), che ha stimato la produzione industriale del secondo trimestre 2021: +21% sullo stesso periodo 2020 ma -18% rispetto ad aprile-giugno 2019. Dinamica simile per l'export: +44,5% sul secondo semestre 2020 ma -19,8% sull'analogo periodo 2019.

«La strada per il nostro settore rimane in salita - afferma Maurizio Sarti, coordinatore dei produttori di tessuti di Confindustria Toscana Nord -. Anche se, soprattutto nell'export, si è assistito a incrementi di tutto rispetto. Via via che cadono le restrizioni e che i comportamenti si normalizzano si riaprono spazi che la pandemia aveva precluso ma rimangono problemi consistenti come le difficoltà di spostamento che rendono ardua la promozione e le criticità a livello produttivo».

Incremento dei costi delle materie prime e dei trasporti, così come del prezzo di energia e gas metano, rischiano di riverberarsi sul prodotto finito. Anche la moda sostenibile, di cui Prato è pioniera, ha un costo, sottolinea Sarti: «Ce l'ha tanto più adesso, con gli squilibri nei prezzi determinati dalla pandemia». La strada però è imboccata: «Stile, servizio, sostenibilità, materiali sono i nostri punti di forza, le posizioni dalle quali siamo già ripartiti e su cui contiamo per un pieno recupero».

Intanto da domani, 21 settembre, 36 aziende pratesi di tessuti parteciperanno alla fiera parigina Première Vision, la più importante al mondo che riapre in presenza e che sarà il banco di prova d'inizio autunno.