Oggi | 17 settembre 2021 16:46

Terme di Montecatini ancora appese a un filo

Uno stillicidio senza fine. L'apertura dell'unica busta contenente la manifestazione di interesse ad acquisire la maggioranza del capitale della società Terme di Montecatini - sulla base delbando scaduto il 15 settembre scorso - ha rivelato un'altra sorpresa: la domanda, presentata da una società inglese parte di un gruppo cèco che si chiama Perseus, è incompleta e non può essere accolta.

Ancora una volta, come già avvenuto in passato, la procedura ritorna alla casella di partenza: l'amministratore unico delle Terme, Alessandro Michelotti, annuncia che il bando sarà riaperto per permettere al gruppo Perseus di integrare la domanda. La riapertura dei termini (per circa una quindicina di giorni) formalmente riguarderà tutti, anche chi non aveva presentato manifestazione d'interesse. Slitta dunque in avanti l'operazione che dovrebbe salvare le Terme oggi in mano a Regione Toscana e Comune di Montecatini, da tempo soffocate da una montagna di debiti.

L'eventuale investitore dovrà sottoscrivere un aumento di capitale (inscindibile) da 35 milioni di euro, pagando il valore nominale e un sovrapprezzo del 50% e impegnandosi a investire almeno 25 milioni nel rilancio della struttura termale nei prossimi due anni.

Se anche questo tentativo di vendita non andrà a buon fine, per le Terme si apre la strada della liquidazione. I sindacati sono in allarme: «La preoccupazione è reale e va di pari passo con i continui spiragli di luce che si accendono e si spengono attorno all'azienda», afferma Alessandro Cartei della Filcams-Cgil. «Non possiamo più sperare in un piano di risanamento pubblico che sarebbe contrasto con quanto previsto dalla legge Madia - aggiunge Simone Pialli della Fisascat Cisl -. Purtroppo lo spettro di una messa in liquidazione della società per noi resta uno scenario possibile».