Oggi | 1 settembre 2021 08:25

Gkn conferma la chiusura e apre alla riconversione

Per la Gkn di Campi Bisenzio si delinea la prospettiva di un tentativo di reindustrializzazione sulla falsariga di quello della Bekaert, e la speranza di un esito più favorevole. E' questo il senso della proposta con cui la multinazionale inglese si è presentata al tavolo del ministero del Lavoro, rifiutando la proposta delle 13 settimane di Cassa integrazione ordinaria per crisi avanzata dalla viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde, ma annunciando l'avvio dell'iter di liquidazione di Gkn Driveline Firenze, e aprendo alla Cig per cessazione di attività.

Come per Bekaert, dunque, si procederebbe da un lato a misure di «ricollocazione delle persone - sostiene Gkn - anche di carattere economico, grazie all'operato di primari player di settore, i cui costi saranno integralmente sostenuti dalla società»; dall'altro, l'avvio di un processo di riconversione industriale del sito produttivo, mediante affidamento di un mandato specifico a un advisor, «il tutto con l'obiettivo di salvaguardare per quanto più possibile i livelli occupazionali e la continuità retributiva». Il tempo stringe: la procedura di licenziamento collettivo avviata nei confronti dei 422 dipendenti dell'azienda campigiana è ora alla fase cosiddetta "amministrativa", e la sua conclusione tecnica prevista il 22 settembre prossimo.

Sindacati e istituzioni continuano però a fare muro, chiedendo il ritiro dei licenziamenti e la prosecuzione dell'attività. «Riteniamo inaccettabile la cessazione dell'attività del sito industriale di Campi e disastroso il licenziamento dei dipendenti e le ricadute che già ci sono per i lavoratori dell'indotto», ha tuonato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. «Sia l'Unione Europea che il Governo devono intervenire duramente su questa situazione della Gkn perché si può creare un precedente molto preoccupante», ha ribadito Dario Nardella, sindaco metropolitano di Firenze.