Oggi | 21 giugno 2021 17:38

Tpl ultimo atto: respinto il ricorso di Mobit contro At

La Giustizia amministrativa ha fatto il suo corso: il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato da Mobit, il consorzio che riunisce i "vecchi" gestori del trasporto pubblico locale su gomma in Toscana, contro la sentenza del Tar che a marzo 2020 aveva respinto il ricorso contro l'aggiudicazione della gara regionale del Tpl ad Autolinee Toscane (gruppo Ratp) deliberata con decreto dirigenziale della Regione numero 6585, datato 19 aprile 2019 e pubblicato in data 3 maggio 2019.

In base alla verifica tecnica disposta dal Cds, infatti, risulta che il Piano economico-finanziario di Autolinee Toscane «è bancabile e sostenibile, con un indice Dscr superiore ad 1, e dunque conforme alle prescrizioni di gara». Questo potrebbe essere l'ultimo atto degli strascichi per la travagliata gara regionale unica del Tpl, del valore di 4 miliardi di euro per 11 anni di servizio, almeno nell'ambito della Giustizia amministrativa. «Ora non si deve perdere neanche un minuto, c'è un contratto di servizio già firmato che attende solo di essere attuato», afferma Vincenzo Ceccarelli, ex assessore regionale ai trasporti e oggi capogruppo Pd in Consiglio regionale.

Rimane sul tavolo l'inchiesta della Procura di Firenze per falso e turbativa d'asta, che vede fra gli indagati anche l'ex presidente della Regione Enrico Rossi, lo stesso Ceccarelli, e i quattro membri della commissione che ha decretato l'aggiudicazione ad At. Ma l'inchiesta della Procura è entrata anche nel ricorso di Mobit al Cds, che contestava la violazione del principio di segretezza delle offerte e comunque l'irregolare svolgimento delle operazioni di gara lamentando riunioni del "gruppo di lavoro" alle quali avrebbero partecipato alcuni componenti della Commissione giudicatrice con membri esterni, secondo quanto emergerebbe dalla trascrizione delle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura.

Per il Consiglio di Stato, tuttavia, questo è un motivo infondato: «A prescindere dall'utilizzabilità in questa sede delle intercettazioni telefoniche - si legge nella sentenza - non sembra evincersi dalle medesime (le cui trascrizioni sono state versate in atti da Mobit) che sia intervenuta un'integrazione di quel collegio, affiancando ai commissari ulteriori soggetti valutanti, circostanza che violerebbe il principio del collegio perfetto ed il principio di esclusività della Commissione quale soggetto giudicante; piuttosto emergono, allo stato degli atti, consultazioni informali del presidente della Commissione (o del suo staff) con il consulente della Regione (o con la sua collaboratrice) al fine di acquisire chiarimenti su entrambi i Pef presentati, il che non risulta concludente ai fini della doglianza in esame».