Oggi | 7 aprile 2021 21:13

Fondazione Mps, prende forma la nuova deputazione

E' già pronta per metà la futura deputazione generale della Fondazione Mps, che entrerà in carica con l'approvazione del bilancio 2020 entro il prossimo 30 aprile. Per il Comune di Siena il sindaco Luigi De Mossi (nella foto) ha indicato l'aministratore delegato di Achilles Vaccines Riccardo Baccheschi, l'avvocato Monica Barbafiera, la critica d'arte Margherita Anselmi Zondadari e Alessandro Manganelli, esponente di Fratelli d'Italia. I 4 nomi del Comune si aggiungono ai due della Provincia (Serena Signorini, ex assessore Pd a Colle Val d'Elsa, e l'avvocato Leonardo Brogi), e a Paolo Chiappini, che sarà indicato dal Consiglio regionale del 13 aprile.

L'altra metà della deputazione generale sarà indicata dagli altri enti nominanti; uno ciascuno da Università di Siena, Arcidiocesi, Camera di Commercio, Università per Stranieri di Siena; oltre ad un membro ciascuno tra le terne di nominativi presentate rispettivamente dalla Consulta Provinciale del Volontariato di Siena, dal Ministero dei Beni Culturali e dall'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). La futura deputazione generale sarà poi chiamata, nel 2022, a designare la nuova deputazione amministratrice e il nuovo presidente della Fondazione Mps.

Sul fronte di Banca Mps, invece, Giuseppe Bivona torna alla carica auspicando che il governo Draghi ingiunga al cda del Monte di promuovere l'azione di responsabilità contro gli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ora che sono state rese note le motivazioni della sentenza di condanna dei due, da parte del Tribunale di Milano, per una tranche dell'indagine sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria. Una contabilizzazione che, si legge nella sentenza, è stata «persistente» ed «erronea», generando un «ingiusto profitto per la banca» che in questo modo ha creato riserve per «neutralizzare perdite» ingenti e fornito «un falso quadro informativo al mercato», ma è pure servita agli allora vertici per cercare di accrescere «il proprio personale prestigio, quali fautori della rinascita».

Per questi motivi il collegio della seconda sezione penale del Tribunale ha deciso di respingere la richiesta di assoluzione proposta dalla Procura e di ritenere di aver raccolto nel dibattimento un «granitico compendio probatorio» da poter ritenere i tre imputati responsabili dei reati di falso in bilancio in relazione alla semestrale del 2015 e di aggiotaggio e di parlare di gestione «scellerata» e di «spiccata capacità a delinquere». Un quadro contestato da Profumo e Viola, che ricorreranno in appello per chiedere una «revisione completa» della sentenza: «Non siamo stati noi a creare il "marcio" nel Montepaschi - ribattono - noi quel marcio l'abbiamo tirato fuori, scoprendo il mandate agreement segreto che regolava i rapporti tra Mps e Nomura».