Oggi | 7 aprile 2021 17:42

Pozzi geotermici, Magliano al Tar contro la Regione

Il Comune di Magliano in Toscana (Grosseto) ricorre al Tar contro la Regione Toscana che - come annunciato il 18 febbraio scorso da Toscana24 - ha autorizzato una serie di pozzi esplorativi geotermici nelle cosiddette "aree non idonee" alla geotermia, indicate nella legge regionale 7/2019.

In particolare, nel caso di Magliano, si tratta del permesso di ricerca Pereta che - secondo quanto afferma ora il sindaco Diego Cinelli - permette di perforare fino a 800 metri di profondità per rilevare la presenza di flusso geotermico e, se l'esplorazione avrà successo, di effettuare due perforazioni a 3.500 metri ritenute «propedeutiche alla realizzazione di una centrale ad alta entalpia». Il fatto che perforazioni di questo genere costino «diversi milioni di euro» ha indotto il Comune ad attivarsi subito per evitare di alimentare «interessi contrari a quelli della popolazione locale».

Il Comune di Magliano, nell'annunciare il ricorso al Tar, sottolinea infatti di aver sempre detto un 'no' tassativo a impianti geotermici perché la geotermia mal si concilia con la vocazione del territorio. «Noi viviamo di turismo - afferma il sindaco - e soprattutto di prodotti di qualità che vengono dalla terra. Siamo nel cuore del vino Morellino, i nostri olivi sono una caratteristica del territorio e così altre colture. Non crediamo che sia proprio il caso di creare questo tipo di impianti su un territorio che è sano in termini di qualità della vita e di sicurezza per la popolazione».

Nella delibera con cui la Giunta regionale ha espresso un parere positivo di compatibilità ambientale su otto pozzi esplorativi a Montecatini Val di Cecina (Pisa), Magliano e Scansano (Grosseto) - dopo che in passato li aveva vietati - si precisa che se la fase di ricerca mineraria avrà esito positivo, la richiesta di concessione di coltivazione mineraria «sarà valutata in base alle statuizioni contenute nel provvedimento di definizione delle Aree non idonee per l'installazione di impianti di produzione di energia geotermica». La conclusione è che «non può essere riposto alcun affidamento sul rilascio della concessione».