Oggi | 1 aprile 2021 21:12

Il Covid brucia un quinto dell'export di calzature

Meno imprese, meno addetti, meno export: questo il quadro negativo del calzaturiero toscano nel 2020, secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, secondo cui si registra a consuntivo una flessione del -21,5% in valore sul 2019, tra calzature e componentistica; dopo il crollo del secondo trimestre (-60,2%), la seconda metà dell'anno ha visto avviarsi un parziale recupero: +5,4% nel terzo trimestre e +7,6% nel quarto. Le prime cinque destinazioni dell'export toscano 2020 sono state Svizzera (-18,3%), Usa (-38,7%), Francia (-23,4%), Regno Unito (-33,1%), Cina (+28,7%).

La flessione toscana, nell'anno segnato dalla pandemia Covid-19, è più pesante del calo medio nazionale, che in valore ha fatto segnare un -14,7%, a fronte di un -17,4% registrato sulle quantità. Dal punto di vista della demografia di imprese, invece, i dati di Infocamere-Movimprese diffusi da Assocalzaturifici registrano una variazione pari a -77 unità, tra industria e artigianato, accompagnata da un saldo negativo di -1.106 addetti.

Sul piano nazionale «il trend è destinato a rimanere altrettanto sfavorevole - afferma Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici - nel primo trimestre dell'anno corrente, iniziato con una stagione dei saldi largamente sottotono: gli imprenditori del comparto, secondo le nostre rilevazioni, stimano in media un calo ulteriore del fatturato pari al -15,1% tendenziale. È evidente che la ripartenza sia rinviata alla seconda metà del 2021, auspicando che un soddisfacente ed esaustivo piano di vaccinazione porti progressivamente ad un ritorno alla normalità perduta, sebbene il recupero dei livelli pre-Covid sia ancora lontano».