Oggi | 30 marzo 2021 16:12

Cartario, scendono gli infortuni (nessuno mortale)

Nessun infortunio mortale si è registrato nell'ultimo anno nel settore cartario e cartotecnico italiano. In calo anche gli incidenti denunciati: nel 2019 sono stati 92 contro i 124 del 2018 (-25,8%), a fronte di un leggero calo delle ore lavorate (-2,6%, da 7,3 a 7,1 milioni).

I dati sono stati diffusi dalla Fondazione Giuseppe Lazzareschi di Porcari (intitolata a uno dei fondatori del gruppo cartario lucchese Sofidel) che dal 2004 porta avanti il progetto 'Obiettivo zero' per promuovere la sicurezza nel mondo del lavoro, e che ogni anno premia le aziende del settore carta che non hanno riportato infortuni o che hanno ridotto fortemente gli incidenti sul lavoro.

Tra le 51 aziende che hanno aderito all'edizione 2020 di 'Obiettivo zero' quelle che non hanno riportato infortuni sono: Cartiera della Basilica (Villa Basilica, Piteglio); Cartiera di Pratolungo (Pracando); I.C.O. (San Giovanni Teatino, Alanno, Foggia); Lucart Group (Avigliano, Castelnuovo Garfagnana, Diecimo, Torre di Mosto); Eurovast (Capannori); Reno de' Medici (Magenta); Essity (trasformazione-Porcari); Cartiere Carrara (Pescia, Carraia); Soffass (Porcari).

Altre aziende hanno ottenuto ottimi risultati nell'abbattimento degli incidenti: Essity (cartiera-Porcari, Altopascio) e Soffass (Porcari due stabilimenti e Monfalcone), mentre Sappi Italy Operations (Carmignano di Brenta) e Reno de' Medici (Ovaro) hanno ottenuto il riconoscimento "speciale Più per Zero" per avere ideato sistemi di sicurezza nella linea produttiva e settimane dedicate alla sicurezza in azienda e a casa.

Il progetto 'Obiettivo zero', cui collabora Assocarta e che può vantare il riconoscimento speciale del presidente della Repubblica per il suo alto valore sociale, negli anni ha devoluto risorse a sostegno di campagne di sensibilizzazione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro o a favore di famiglie di lavoratori morti sul luogo di lavoro. In questa edizione, visto il risultato di 'zero' infortuni mortali nel settore, la Fondazione Giuseppe Lazzareschi ha deciso di donare i contributi delle aziende partecipanti (15mila euro) all'Anmil, l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro.

«Abbiamo maturato questa decisione – ha spiegato la direttrice della Fondazione, Cristina Lazzareschi - perché il nostro progetto è animato dallo stesso obiettivo di Anmil: investire sulla sicurezza per prevenire e ridurre gli infortuni nei luoghi di lavoro».

Anmil utilizzerà il contributo della Fondazione Lazzareschi per formare nuovi soci-testimonial che portino nelle scuole e nelle aziende la cultura della sicurezza sul lavoro.