Oggi | 26 marzo 2021 19:25

La Toscana va (tutta) in zona rossa

A sorpresa, per un errore nella trasmissione dei dati dalla provincia di Prato - e dunque 102 nuovi positivi Covid da conteggiare giovedì 25 e non venerdì 26 - la Toscana tocca quota 251 nuovi casi su 100mila abitanti, e dunque entra automaticamente in zona rossa. Le nuove restrizioni partiranno dal 29 marzo, e dureranno almeno due settimane, dunque fino al 6 aprile prossimo.

Dal punto di vista delle imprese, saranno chiusi parrucchieri, barbieri, centri estetici; chiusi i negozi cosiddetti "non essenziali", fra cui l'abbigliamento per adulti, e i banchi non alimentari dei mercati. Rimangono aperti supermercati, beni alimentari e di prima necessità, farmacie e parafarmacie, edicole, tabaccherie, lavanderie, fioristi, librerie. I pubblici esercizi potranno effettuare consegne a domicilio senza restrizioni di orario, e vendita da asporto (fino alle 22 per i ristoranti e alle 18 per i bar), col divieto di consumare all'interno dei locali e nelle immediate vicinanze.

«La vita di milioni di persone in mano ad un algoritmo, l'Italia non è un paese normale», attacca Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana, mentre per il presidente di Cna Toscana Luca Tonini «con la nuova zona rossa appena ufficializzata rischiamo di azzerare quanto di buono fatto finora, dovendo chiedere nuovi sostegni». Ma anche i sindaci delle aree già in rosso sono furiosi. «Le aziende - afferma Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia - sono allo stremo. Ho chiesto maggiori ristori per la nostra città, ma ancora, a distanza di giorni, non ho avuto risposte concrete. Non posso assolutamente essere d'accordo con una zona rossa indiscriminata anche per chi ha già fatto la propria parte».

«Confido che la crescita del numero delle vaccinazioni, ormai sopra le 570.000 e sopra l'88% delle dosi ricevute e somministrate, un dato che è superiore alla media nazionale, ci aiuti a tornare in arancione», ha commentato il presidente della Regione, Eugenio Giani. «I commercianti che rimarranno chiusi per i prossimi 15 giorni - ribatte Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d'Italia al Consiglio regionale - devono ringraziare solo il presidente Giani che continua a far rimanere al loro posto personaggi del tutto incompetenti nel gestire questa delicata situazione».

Con la zon rossa sono sospese le attività didattiche in presenza di tutte le classi e sezioni delle scuole di ogni ordine e grado: dopo Pasqua, tuttavia, potrebbero riaprire infanzia, primaria e classi prima della scuola media, secondo le intenzioni dichiarate dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Peraltro le norme andranno riscritte, alla luce di un'ordinanza emanata dal Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di cittadini rappresentato dagli avvocati fiorentini Francesco Gesess, Jacopo Michi e Federico Di Salvo. Secondo i magistrati, infatti, le previsioni di chiusura del Dpcm del 2 marzo scorso «non risultano supportate da una adeguata istruttoria» sulla presunta pericolosità delle scuole come fonte di contagio, e dunque il governo avrà tempo fino al 2 aprile per riscrivere il Dpcm in questione.