Oggi | 25 marzo 2021 18:46

«Spiagge all'asta, basta conflitti tra norme italiane e Ue»

«Parlamentari toscani aiutateci: bisogna che la normativa sulla durata delle concessioni demaniali marittime sia chiarita il prima possibile».

E' l'appello lanciato dai Comuni costieri della Toscana, attraverso l'associazione Anci, dopo la sentenza del Tar che nelle settimane scorse ha annullato la proroga delle concessioni demaniali disposta dal Comune di Piombino per alcuni stabilimenti balneari sulla base della legge statale 145/2018. Quella legge, su cui la Commissione Ue ha aperto una procedura d'infrazione, prevede la possibilità di prorogare le concessioni marittime a uso turistico-ricreativo al 31 dicembre 2033, evitando così le aste per le spiagge come vorrebbe, in nome della concorrenza, la direttiva europea Bolkenstein.

Di fronte a questo caos normativo, i sindaci sono in allarme. Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana, ha scritto ai parlamentari toscani che «non è più rinviabile un intervento da parte di Parlamento e Governo che risolva il conflitto tra la normativa nazionale e comunitaria». La situazione, negli uffici dei Comuni costieri, è pesante. «Servono criteri univoci e uniformi sul territorio nazionale - afferma Biffoni - in modo da garantire senza ambiguità la legittimità degli atti posti in essere dai Comuni e indicare una soluzione agli enti i cui provvedimenti sono oggetto di annullamento da parte della giustizia amministrativa. In caso contrario vi è il rischio concreto di un blocco pressoché totale dell'azione amministrativa dei Comuni in materia».