Oggi | 25 marzo 2021 19:24

Le aziende toscane pronte a vaccinare sono 500

Sono 500 le aziende toscane che fino a oggi hanno dato la disponibilità al Governo a vaccinare i propri dipendenti e collaboratori (e magari i loro familiari), se e quando la campagna vaccinale lo prevederà. In alcuni casi le aziende sono pronte anche a mettere a disposizione grandi spazi, tipo capannoni, per organizzare una sorta di hub di vaccinazione, così da dar vita a 'fabbriche di comunità'.

La ricognizione delle aziende è il risultato del questionario online promosso da Confindustria nei giorni scorsi (a livello nazionale le aziende pronte a vaccinare sono 7mila), i cui risultati sono stati annunciati da Maurizio Bigazzi, presidente ad interim di Confindustria Toscana. «Cinquecento imprese toscane sono a disposizione del Governo nazionale e regionale - afferma Bigazzi in un comunicato - per dare la necessaria e auspicata accelerata alla campagna vaccinale». Le 500 aziende, attive in tutti i settori e di tutte le dimensioni, comprendono nomi assai noti del sistema economica, come spiegato nei giorni scorsi da Toscana24 (qui l'articolo ).

«Una risposta straordinaria - prosegue Bigazzi - che testimonia ancora una volta quanto le imprese toscane siano sensibili ai bisogni della comunità e del territorio; e quanto siano impegnate in prima linea nella battaglia contro i devastanti effetti economici e sociali della pandemia. Per una regione orientata all'export come la nostra – continua Bigazzi - procedere nel più breve tempo possibile alla vaccinazione dei lavoratori è una questione di tutela della salute pubblica ma anche di competitività». Il rischio è che le imprese si vedano scippare quote di mercato da parte di competitor di Paesi il cui piano vaccinale è in fase più avanzata.

«Ci auguriamo quindi che il nuovo piano nazionale tenga conto della disponibilità espressa dal sistema produttivo, in modo da partire il prima possibile con la vaccinazione all'interno delle aziende, in una logica di collaborazione con il sistema sanitario», conclude Bigazzi manifestando la disponibilità a collaborare con la Regione Toscana per definire le modalità operative per la vaccinazione all'interno delle imprese.

Sulle scelte delle persone da vaccinare, fatte fino a oggi dalla Regione Toscana, ha puntato il dito nei giorni scorsi Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca): «In Toscana, unica in Italia, si vaccinano i giovani (invece degli over80), non sempre in prima linea nella lotta al Covid, ma non si vaccinano i lavoratori dell'industria o di altri settori produttivi su cui si regge l'economia regionale». Secondo l'associazione i ritardi nelle vaccinazioni possono «compromettere la mobilità delle persone, indispensabile per attività aziendali essenziali come la partecipazione a fiere e missioni all'estero, e i trasferimenti di personale per montaggi e manutenzioni di impianti».