Oggi | 24 marzo 2021 18:41

Erosione costiera, persi 250mila metri cubi di sabbia

L'erosione costiera non è (più) un fenomeno incalcolabile. Uno studio del dipartimento Scienze della terra dell'Università di Pisa, in collaborazione con ricercatori Enea e Regione Toscana, ha stimato il deficit sedimentario degli ultimi 40 anni nel tratto costiero che va dalla foce del fiume Magra, al confine tra Toscana e Liguria, alla foce del fiume Arno, a Marina di Pisa. Dagli anni Ottanta a oggi gli interventi di ripascimento e di dragaggio hanno generato un saldo negativo di circa 250mila metri cubi di sabbia.

«Questo deficit sedimentario non tiene conto degli ingenti volumi di sedimento estratti dagli alvei dei fiumi, che hanno provocato nel tempo una carenza di apporto sedimentario naturale al mare», afferma un comunicato.

A complicare la situazione, secondo i ricercatori, ci sono stati «interventi antropici come ad esempio la costruzione dei due porti di Carrara e Viareggio che ha innescato processi di accumulo sopraflutto e erosione sottoflutto o la costruzione di opere rigide che, se in alcuni casi hanno localmente stabilizzato la linea di costa, dall'altra hanno generato un effetto "domino" con lo spostamento dei processi di erosione altrove».

Alla luce dei cambiamenti climatici i ricercatori indicano i problemi di erosione come «una delle sfide più importanti dei prossimi decenni». Prima di qualsiasi intervento, affermano, sarebbe necessario quantificare l'apporto sedimentario naturale e agire sulle cause che lo limitano.