Oggi | 24 marzo 2021 19:41

Bekaert, il Ministero ci prova con Jindal e Tm

Ultimo giro per il tentativo di reindustrializzazione della Bekaert di Figline Valdarno: lo scenario tracciato al tavolo in videoconferenza convocato dal ministero dello Sviluppo economico, con sindacati e istituzioni, vede due ipotesi ancora percorribili, ossia Jindal (attraverso la Jsw Steel di Piombino) e Trafilerie Meridionali, per il rilancio della fabbrica che ha ancora 120 lavoratori in Cig fino al 4 maggio. Una deadline che Bekaert non sembra intenzionata per il momento a prorogare, malgrado le richieste dei sindacati.

Se Trafilerie Meridionali rimane in corsa con il suo piano presentato già nel 2019, l'ipotesi Jindal ha due possibili declinazioni. Infatti, secondo la ricostruzione dei sindacati, la Jsw di Piombino potrebbe essere interessata alla produzione di cavi per le telecomunicazioni con un partner industriale, Obsa, che realizza macchine e impianti per la produzione di cavi in rame, e che ha visitato la fabbrica di Figline nell'ottobre 2020. La seconda opzione è quella della produzione di "hose wire" (il filo tubo), stavolta con Trafilerie Meridionali nel ruolo di partner.

Ad avanzare qualche perplessità sull'ipotesi Jindal è la Fiom-Cgil fiorentina: «Chiediamo ai vertici dell'acciaieria - dichiara il segretario Daniele Calosi - se l'interessamento sia o meno reale visto che, né Jsw, né Trafilerie Meridionali, né Obsa, si sono mai palesati agli incontri». In generale, i sindacati sono concordi nel chiedere ancora tempo, ottenibile solo con nuovi ammortizzatori sociali: «Il ruolo del governo è fondamentale - afferma Alessandro Beccastrini (Fim-Cisl) perché deve presentare al più presto alla multinazionale belga avanzamenti concreti che possano convincerla a usufruire di altro tempo attraverso la cassa Covid possibile dopo il Decreto ristori».