Oggi | 23 marzo 2021 17:53

Pecorino Toscano Dop "salvato" da export e indigenti

Vendere le scorte di prodotto accumulate nel 2020: è questa la sfida che ha davanti il Pecorino toscano Dop dopo un anno segnato dalle difficoltà del mercato italiano (-5%) ma anche dalla solidarietà tra i 19 caseifici della regione: chi vendeva nel canale horeca (hotel, ristoranti, catering), e ha visto crollare gli ordini a causa del lockdown, è stato aiutato dai produttori che riforniscono i supermercati e non hanno risentito troppo del Covid, col risultato - spiega il consorzio del Pecorino Toscano - che nessun litro di latte è andato sprecato. La conseguenza è stata un'impennata della produzione di pecorino +10,2%.

Il fatturato 2020 ha retto (+1,3%) sfiorando 23,3 milioni di euro grazie all'export cresciuto del 9% a 3,8 milioni (pesa il 16%) e grazie agli acquisti fatti dall'agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) destinati agli indigenti nazionali.

I 20 milioni di litri di latte ovino lavorati l'anno scorso hanno prodotto più di 1,5 milioni di forme (per circa 3.530 tonnellate) che ora andranno, in buona parte, vendute. Per questo il Consorzio ha deciso di investire nella promozione sul mercato interno con una campagna pubblicitaria su carta stampata, radio, digital, tivvù nazionali e locali (il mercato toscano assorbe il 35-40% del pecorino toscano Dop).

«Sul fronte della ricerca e sviluppo - afferma un comunicato del Consorzio - prosegue l'impegno verso la certificazione di sostenibilità per il Pecorino toscano e la promozione della certificazione del benessere animale per gli allevamenti».