Oggi | 22 marzo 2021 19:20

Prato leader nella gestione delle acque industriali

La scelta originale e avanzata, fatta più di 40 anni fa dal Comune e dagli industriali di Prato, di creare un sistema centralizzato di depurazione delle acque industriali - affidato alla società Gida - è ancora più valida oggi, in una fase di crescente attenzione all'ambiente. Lo afferma Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca) in un comunicato che prende spunto dalla giornata internazionale dell'acqua che si celebra il 22 marzo: «E' cruciale non solo insistere in questa direzione ma anche trovare modalità nuove per comunicare e valorizzare al meglio gli investimenti che Prato ha fatto e sta facendo».

Anche perché «realtà come Gida e l'acquedotto industriale sono così inconsuete da non essere nemmeno previste in molti dei capitolati che ci vengono sottoposti dai nostri clienti», sottolinea Maurizio Sarti, presidente della sezione Moda di Confindustria Toscana nord (Ctn).

Ctn detiene il 45% del capitale sociale di Gida (socio di maggioranza col 47% è il Comune di Prato, mentre l'8% è della società pubblica Consiag), che negli impianti di Prato-Baciacavallo, Prato-Calice, Cantagallo, Vaiano e Vernio depura scarichi civili e industriali per più di 1 milione di abitanti/equivalente. Gida gestisce anche la rete dell'acquedotto industriale, lunga 75 chilometri, che a regime veicola annualmente alle imprese 4,5 milioni di metri cubi acqua depurata e trattata, risparmiando così le risorse idriche naturali.

«L'esperienza di gestione pubblico-privata avviata 40 anni fa pone Prato fra i distretti industriali più attenti alle risorse idriche non solo in Italia ma in Europa e nel mondo - afferma Ivo Vignali, presidente del consorzio Progetto Acqua che riunisce 220 aziende che hanno scarichi industriali -. Disporre di un impianto centralizzato che depura la totalità degli scarichi, rispetto a singoli impianti a pie' di fabbrica, è una soluzione non comune ma particolarmente virtuosa, di cui siamo molto orgogliosi». Anche perché avere pochi grandi impianti permette, secondo gli industriali, di ottimizzare le risorse per gli ammodernamenti e facilita i controlli.

L'ammodernamento è il tema all'ordine del giorno visto che Gida ha finalmente ottenuto nel novembre scorso il via libera regionale (parere positivo alla valutazione d'impatto ambientale) al rinnovamento del termovalorizzatore dei fanghi di Baciacavallo, progetto da 30 milioni di euro in attesa da tempo. Il via libera ha attenuato lo scontro tra industriali e Comune di Prato, scoppiato all'inizio del 2020 proprio per i mancati investimenti di Gida nell'adeguamento degli impianti e per l'aumento delle tariffe di depurazione, che ora è stato accantonato per cercare soluzioni condivise.