Oggi | 3 marzo 2021 23:26

Sofidel supera i 2 miliardi di ricavi e "apre" il cda

Il Covid innalza i consumi di carta per usi igienici (fazzoletti, veline, tovaglioli, rotoloni da cucina) delle famiglie e spinge i conti di Sofidel, la multinazionale lucchese del marchio Regina, che chiude il 2020 con un incremento delle vendite nette del 13%, superando per la prima volta i due miliardi di euro (2.173 milioni, per l'86% all'export).

A trainare sono stati gli Usa, protagonisti di una crescita superiore al 37% e diventati il primo mercato di sbocco (assorbono il 22%). Il bilancio consolidato, approvato nei giorni scorsi dall'assemblea dei soci, ufficializza una redditività-record: il margine operativo lordo (ebitda) sale a 418 milioni (+61%), pari al 19,2% dei ricavi netti e migliorato di quasi sei punti (era il 13,4% nel 2019).

Tagliato il traguardo dei due miliardi la proprietà di Sofidel, le famiglie lucchesi Stefani e Lazzareschi, ha deciso l'ingresso nel consiglio di amministrazione, formato da otto membri, di quattro consiglieri esterni alla famiglia. Entrano Andrea Munari, amministratore delegato e direttore generale di Bnl (che da aprile diventerà presidente); i docenti universitari Chiara Mio (dipartimento di Management, Ca' Foscari, Venezia) e Silvio Bianchi Martini (Economia aziendale, Università di Pisa) e il commercialista milanese Alessandro Solidoro. Il segretario sarà Guido Corbetta (Università Bocconi).

I consiglieri esterni affiancheranno il nuovo presidente di Sofidel, Edilio Stefani, che prende il posto del padre novantenne Emi, uno dei fondatori dell'azienda; l'amministratore delegato Luigi Lazzareschi; e i consiglieri familiari Paola e Nicolò Stefani.

«In un anno in cui in cui l'azienda ha raggiunto il traguardo dei due miliardi di fatturato, l'assemblea Sofidel ha deciso di aprire il consiglio di amministrazione a membri esterni per acquisire nuove ulteriori competenze e professionalità, utili per le sfide che ci attendono», affermano il presidente Stefani e l'amministratore delegato Lazzareschi.

Negli ultimi cinque anni Sofidel ha aperto due fabbriche integrate (cartiera e linee di trasformazione) in Ohio e in Oklahoma, con un investimento di oltre 600 milioni di euro. Proprio l'entrata a regime della fabbrica in Oklahoma, a Inola, ha contribuito a spingere i conti 2020, insieme con la diminuzione del prezzo delle materie prime (la cellulosa è scesa di circa il 20% nell'ultimo anno) e dei costi energetici e di trasporto. Essere concentrati nella carta tissue per usi domestici - anziché in quella per alberghi e ristoranti - ha fatto il resto, con l'impennata delle vendite durante la pandemia e le basi per un 2021 di ulteriore crescita.