Oggi | 23 febbraio 2021 20:02

Filpucci, il lockdown spinge i gomitoli e salva i conti

Il Covid rivoluziona le vendite della Filpucci Filati, spingendo l'aguglieria - cioè i gomitoli che servono per lavorare a maglia - e facendola diventare nel 2020 la prima linea dell'azienda per fatturato. La crescita è stata del 20% e ha portato i ricavi della divisione aguglieria a 11 milioni su un bilancio totale di 30,2 milioni: il peso è del 37%, contro il 20-25% di due anni fa.

I gomitoli hanno conquistato quote di mercato in Italia e all'estero e hanno dunque aiutato l'azienda della famiglia Gualtieri, uno dei nomi più conosciuti del distretto tessile pratese, a superare un anno difficile come il 2020, che si è chiuso con una flessione di fatturato di circa il 20% in linea con l'andamento del settore (-22,7% la stima di Confindustria Moda). Delle altre tre divisioni aziendali di filati per maglieria, il cardato (lana più basica) ha retto l'urto mentre i filati fantasia di fascia alta e media stanno soffrendo.

La riscoperta del lavoro a maglia è legata al lockdown e alla fase Covid che ha moltiplicato le giornate trascorse in casa a causa delle restrizioni. «La tendenza è partita da qualche stagione – spiega spiega Federico Gualtieri, presidente dell'azienda – ed è esplosa durante i lockdown attuati dai vari Paesi, soprattutto in Nord Europa e soprattutto attraverso il canale online. Mentre le città chiudevano per Covid, i nostri clienti dell'aguglieria, che a differenza dei filati per maglieria sono dei distributori, si sono organizzati aprendo portali per le vendite online. Ora speriamo che questa tendenza si consolidi».

L'expertise di Filpucci nell'aguglieria arriva da lontano, e si è irrobustito con l'azienda che Gualtieri possiede in Romania con le famiglie Lucchesi e Verzoletto (è fuori dal perimetro di consolidamento), e che fa solo questo tipo di produzioni con 23 milioni di fatturato.

Per quest'anno Gualtieri è fiducioso: «Il 2021 è partito bene, meglio del 2020 sia come fatturato che come portafoglio ordini che è in crescita del 40%, e adesso siamo pieni di lavoro per la produzione delle collezioni autunno-inverno. In fabbrica finora non abbiamo mai fatto cassa integrazione». L'anno non sarà sufficiente per tornare ai livelli pre-Covid, ma Filpucci prevede di fare tre milioni in più del 2020, passando da 30,2 a 33,5 milioni.