Oggi | 17 febbraio 2021 18:03

Al via la cassa d'espansione dei Renai: 20 anni di ritardo

Sono passati più di 54 anni dalla micidiale alluvione dell'Arno e quasi vent'anni (20!) dal primo accordo di programma tra Regione, enti locali e Autorità di bacino dell'Arno per realizzare la cassa di espansione dei Renai, nel comune di Signa (Firenze), considerata strategica per accogliere milioni di metri cubi d'acqua del fiume Bisenzio ed evitare un altro evento come quello del 4 novembre 1966.

Da allora i lavori di quell'opera (o almeno del primo lotto che vale circa 12 milioni) sono stati annunciati più e più volte, da ultimo nel novembre 2013 con la firma dell'ennesimo accordo di programma. Ma agli annunci non è mai seguito un cantiere.

La cassa di espansione dei Renai è l'emblema delle difficoltà italiane nel realizzare opere pubbliche. Gli ostacoli sono stati di tutti i tipi: dal Comune di Signa che dichiara «l'impossibilità tecnica» di essere l'ente attuatore dell'opera, all'esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Regione; dalla perdita di milioni di finanziamenti statali a causa dei ritardi nei lavori fino alla complessità nella progettazione dell'opera, nella valutazione d'impatto ambientale, nell'attuazione degli espropri, nel rilascio delle autorizzazioni. Un calvario durato quasi vent'anni che mette i brividi: il progetto definitivo è stato presentato esattamente nove anni fa, nel gennaio 2012.

Giovedì 18 febbraio il presidente della Regione, Eugenio Giani, l'assessora regionale all'Ambiente, Monia Monni, i sindaci di Firenze, Signa, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino e il presidente del Consorzio di bonifica Medio Valdarno inaugureranno i lavori del primo lotto della cassa di espansione dei Renai. Valgono un quinto del totale dell'opera, e ci vorranno tre anni per concluderli. Da festeggiare c'è davvero poco.