Oggi | 15 febbraio 2021 21:19

«Reindustrializziamo l'area della costa livornese»

Partire dal Patto di alleanza di territorio siglato con il Comune di Livorno, per fare dell'area della provincia labronica fino a Collesalvetti un vero Polo industriale manifatturiero: questa la proposta di Confindustria Livorno Massa Carrara per «la reindustrializzazione della fascia costiera - spiega il presidente dell'associazione, Piero Neri (nella foto) - valorizzando specializzazioni storiche e competenze consolidate dei tessuti produttivi che, integrati ai nuovi trend di crescita globali della transizione ecologica, digitale e sostenibile, sono in grado di svolgere un ruolo propulsivo nel rilancio economico e sociale del territorio».

La proposta è stata avanzata in occasione della presentazione di un'indagine Irpet sull'economia livornese nel contesto della pandemia, da cui emerge nel 2020 un calo della produzione industriale meno marcato rispetto alla media toscana, a cui corrisponde un calo inferiore dei lavoratori dipendenti, con quasi mille posti perduti e altri 4mila "congelati" con gli ammortizzatori sociali.

«L'industria che caratterizza l'economia livornese - ha osservato Neri - ha quindi mostrato reattività e voglia di consolidare la propria tradizione confermandosi uno dei punti di forza del territorio con il 17% del valore aggiunto ed il 22% degli occupati». Dunque, secondo il presidente dell'associazione, «è fondamentale anzitutto promuovere l'adeguamento delle infrastrutture di collegamento per una maggiore e più concreta valorizzazione dell'intermodalità di cui è dotata la Costa: porti, interporto, aeroporto e ferrovia. Così come è imprescindibile completare le bonifiche Sin – Sir, oltre ad adeguare la dotazione impiantistica per la gestione dei rifiuti speciali, anche per garantire la competitività delle imprese e favorire la transizione verso l'economia circolare».

Le bonifiche, spiega Neri, potrebbero accedere a finanziamenti del Next Generation Eu per il risanamento ambientale. «Una volta individuati i costi attuali per la bonifica - sostiene - tale area sarebbe in grado di produrre rilevanti e nuove opportunità di sviluppo sostenibile, oltre ad essere idonea per rappresentare un volano di sviluppo per investitori esterni. In base alle nuove strategie di sviluppo, si potrebbe procedere al riassetto infrastrutturale e parallelamente alla ricerca di preventive manifestazioni di interesse ad investire, avviando uno scouting anzitutto tra le catene di fornitura dei grandi stabilimenti manifatturieri labour intensive già operanti sui nostri territori».