Oggi | 16 febbraio 2021 18:53

Industria: -20% a Prato, -11% a Pistoia, -5% a Lucca

Il 2020 sarà ricordato come l'anno del Covid, del lockdown e delle difficoltà economiche, che però non hanno colpito allo stesso modo tutti i territori.

Basta guardare le elaborazioni di Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca) che ora stimano l'andamento della produzione industriale: -20% a Prato, penalizzato dalla forte vocazione manifatturiera e dalla forte specializzazione nel settore moda (tessile) che ha subìto un pesante calo dei consumi; -11,4% a Pistoia che ha un'industria diversificata; -5,4% a Lucca che ha l'ancora di salvezza rappresentata dal tissue, cioè la carta per uso igienico e domestico che ha continuato a marciare nella fase della pandemia, e in qualche caso addirittura a crescere.

Ovunque si salva l'industria alimentare, mentre l'edilizia - su cui erano riposte le speranze di ripartenza dopo oltre dieci anni di crisi - non vede ancora la spinta dei bonus fiscali. Cali contenuti sono per la nautica e per la chimica-farmaceutica. Tutti gli altri settori hanno il segno "meno".

«Il quadro complessivo è di un sistema produttivo in sofferenza, nonostante la determinazione con cui le imprese affrontano le difficoltà della pandemia - afferma il presidente di Confindustria Toscana nord, Giulio Grossi -. Una vera ripresa è legata a due fattori fondamentali: il decollo dei consumi, difficile finché i piani vaccinali non saranno arrivati a livelli avanzati; e gli interventi pubblici come il Recovery Plan ma anche i fondi strutturali europei e i vari bonus per l'edilizia».

Secondo Grossi il Governo ha davanti una doppia sfida: interventi contingenti per arginare la pandemia e riforme strutturali attese da lungo tempo, dal lavoro al fisco, dall'efficientamento della pubblica amministrazione al rilancio degli investimenti. «E' da questa doppia sfida che passa il rilancio dell'industria e del paese», afferma.

Guardando ai distretti industriali situati nelle tre province, quello tessile pratese ha visto arretrare la produzione del 21,4%; il lapideo lucchese -14,5%; la nautica viareggina -1,8%; le scarpe di Lucca e della Valdinievole -30,5%; la carta lucchese -5,1%; il mobile di Quarrata -17%.

In particolare difficoltà il tessile di Prato, tanto che il vicepresidente di Confindustria Toscana nord, Francesco Marini, invoca: «Per il nostro settore occorre un piano di sostegno ad hoc, con misure eccezionali come eccezionale è la crisi che stiamo vivendo».