Oggi | 12 febbraio 2021 19:13

San Valentino arancione per la Toscana del Covid

Come previsto alla luce della crescita dei contagi, che ha registrato nei giorni scorsi un'accelerazione non eclatante ma comunque sensibile, la Toscana torna in zona arancione: il ministro della Sanità Roberto Speranza ha firmato le ordinanze che portano in arancione la regione, così come anche Abruzzo, Liguria, e la provincia di Trento, a partire da domenica 14 febbraio. Un giorno di San Valentino su cui avevano appuntato molte speranze di un buon incasso, in virtù dei pranzi delle coppie innamorate, i ristoratori che avevano già raccolto le prenotazioni, acquistato la merce e pianificato il personale, e che ora non nascondono la loro delusione.

«Il sistema dei colori e delle misure diversificate tra territori è fondamentale - afferma Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana - ma le misure di contenimento sono diventate incomprensibili. I contagi aumentano nelle Rsa e negli ospedali; per i trasporti non si sono trovate misure efficaci, e la soluzione è chiudere bar e ristoranti e fermare lo spostamento tra Comuni? Comunicare a 30.000 aziende che dovranno stare chiuse, a solo ventiquattro ore da un giorno da quasi tutto esaurito come domenica prossima. È una situazione troppo pesante e molti clienti stanno chiedendo di anticipare al sabato il pranzo di San Valentino, chi può lo faccia».

Per il presidente di Cna Toscana, Luca Tonini, in questo modo «si torna nell'incertezza di non sapere cosa si potrà fare domani, alla quale si aggiunge l'incapacità di capire cosa potranno fare alcune categorie economiche che si apprestavano a ripartire, come gli operatori del settore sciistico e delle palestre. Ormai non è più neanche una questione di ristori, ma è necessario che ci siano regole chiare e precise perché questa situazione non è più tollerabile. Occorre dare una risposta chiara, precisa e rapida, anche perché ci sono molti lavoratori che aspettano la cassa integrazione di novembre, dicembre e gennaio e non possono attendere oltre».

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, sostiene che la situazione è «sotto controllo», e che dopo cinque settimane in zona gialla «è fisiologico un aumento dei contagi che non rappresenta un picco incontrollato, ma invece una progressione che occorre frenare per poter presto riportare condizioni sicure per la salute dei cittadini. Le Regioni non hanno la facoltà di modificare le decisioni delle autorità governative. Sottolineo comunque come il nostro sistema sanitario stia gestendo in sicurezza la pandemia, perché i numeri dei posti occupati in terapia intensiva e nelle postazioni Covid sono solo un terzo rispetto a quelli di novembre».