Oggi | 25 gennaio 2021 19:57

Regione: attrarre investimenti diventa una 'missione'

Dieci anni fa la Regione Toscana decise di creare l'ufficio 'Invest in Tuscany' per aiutare le aziende (soprattutto straniere) a superare gli ostacoli autorizzativi, legali, normativi, finanziari, e semplificare così il percorso di investimento in Toscana. Oggi quell'attività, che ha dato buoni frutti e che si è conquistata l'apprezzamento di molti gruppi internazionali, evolve.

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha annunciato oggi 25 gennaio - in occasione della presentazione del libro digitale 'Invest in Tuscany, Invest in values' dedicato alle storie di 16 multinazionali che hanno investito in questi anni in Toscana - che «l'attrazione degli investimenti diventa una delle 15 direzioni strategiche» e sarà collegata con le autorità di gestione dei quattro fondi europei Fse (Fondo sociale), Fesr (Fondo sviluppo regionale), Feasr (Fondo sviluppo rurale) e Feamp (Fondo per la pesca e gli affari marittimi).

A capo di questa nuova direzione, che è stata varata insieme con le altre 14 nella riunione della Giunta regionale di oggi, ci sarà Paolo Tedeschi, già responsabile della segreteria dell'ex presidente Enrico Rossi e da anni impegnato a seguire i progetti di investimento delle aziende in Toscana.

«La Regione non solo crede nell'attrazione degli investimenti - ha spiegato Giani - ma ne fa una delle missioni dei prossimi cinque anni. L'amministrazione è disponibilissima ad aiutarvi - ha aggiunto rivolto ai rappresentanti delle multinazionali che hanno raccontato i loro progetti - Se io potessi, spazzerei via tutte le norme che ostacolano i vostri investimenti, ma non viviamo in un mondo perfetto, la semplificazione non è ancora diffusa a tutti i livelli amministrativi; quel che vi prometto è concretezza, vicinanza e metodo».

A raccontare gli investimenti fatti e quelli programmati nei prossimi anni sono stati Rino Rappuoli, responsabile Ricerca e sviluppo di Gsk (farmaceutica) e coordinatore del progetto di ricerca sugli anticorpi monoclonali per creare un farmaco anti-Covid promosso dalla fondazione no-profit senese Toscana Life Sciences; Claudio Mariottini di Ineos (polietilene); Marco Colatarci di Solvay (chimica); Davide Marrani di Nuovo Pignone-Baker Hughes (turbine e compressori); Niccolò Moschini di Kering (moda); Giovanni Carpino di Liberty Magona (acciaio); Alessandro Bellissima di Yanmar (motori); Pietro Amoretti di Esaote (diagnostica).

Le richieste avanzate dalle multinazionali alla Regione per migliorare ancora il servizio di assistenza e di "accompagnamento" agli investimenti sono le infrastrutture (tra cui il potenziamento del Porto di Livorno con la Darsena Europa e la bretella di penetrazione nel porto di Piombino); lo snellimento burocratico; gli incentivi e i fondi europei destinati alla transizione energetica; l'attivazione di sinergie con altre aziende del territorio.

Dall'alto dell'esperienza maturata nel dialogo con gli investitori esteri, la Toscana promette di fare opera di stimolo anche a livello nazionale. «Il Paese potrà dirsi normale quando uffici come 'Invest in Tuscany' non esisteranno più - ha spiegato Filippo Giabbani, direttore dell'ufficio regionale per l'attrazione degli investimenti - nel frattempo possiamo sollecitare a livello nazionale la semplificazione delle procedure e lo snellimento della burocrazia».

«La struttura 'Invest in Tuscany' ci inorgoglisce - ha concluso Giani - e in questa legislatura rafforzeremo ulteriormente il fronte dell'attrazione degli investimenti».