Oggi | 14 gennaio 2021 16:53

Siena tira dritto sulla richiesta di danni Mps

Nessun compromesso preventivo al ribasso per l'azione di risarcimento che la Fondazione Mps promuoverà nei confronti di Banca Mps per 3,8 miliardi di euro. L'esito del consiglio comunale di Siena dedicato interamente alla crisi del Monte rivela una notevole diversità di vedute fra la maggioranza del sindaco Luigi De Mossi e gli auspici espressi dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il quale rilanciando un appello dei sindacati aveva invocato una revisione della richiesta di danni.

Il documento presentato da Lega, Fdi, Fi e Gruppo Misto è stato approvato con i voti della stessa maggioranza e l'astensione delle opposizioni (Pd, Per Siena e In Campo), i cui ordini del giorno sul futuro della banca sono stati respinti. «La Fondazione Mps deve fare causa alla banca per avere un indennizzo», ha affermato il sindaco, secondo cui «nell'ambito di una causa c'è sempre la possibilità a un certo punto di mettersi a un tavolo e strappare il male minore con una transazione», dove «ci si mette a un tavolo e si guarda se siamo più forti noi o sono più forti loro».

Una trattativa a causa in corso non viene esclusa nemmeno dal presidente della Fondazione Mps Carlo Rossi: «E' già in essere una richiesta stragiudiziale con una richiesta di messa in mora, alla quale seguirà un'azione giudiziale», ha osservato, sottolineando che con la condanna in primo grado degli ex vertici per l'aumento di capitale 2015 «ci saranno spazi per avviare ulteriori azioni di richiesta di risarcimento». Il riacquisto di azioni, per Rossi, sarà possibile rivedendo il documento programmatico della Fondazione (che al momento lo vieta), e con l'obiettivo di «condizionare le scelte della banca nella prospettiva di far crescere il territorio e creare valore».

Non solo: se Giani ha cercato di creare un asse con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, per ammorbidire le sue posizioni improntate a una rapida privatizzazione (possibilmente grazie a un matrimonio con UniCredit, sempre più osteggiato però dai soci dell'istituto milanese), De Mossi ha ammesso che, verosimilmente, la crisi di Governo «ci darebbe più tempo per una trattativa su Mps». E proprio il nome di Gualtieri è uno di quelli maggiormente in bilico per il nuovo esecutivo che potrebbe nascere, sia esso un Conte-ter o un governo con un diverso premier.