Oggi | 5 gennaio 2021 16:12

Scorie nucleari, ipotesi shock per la Val d'Orcia

La Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per ospitare siti di stoccaggio di scorie nucleari contiene due sorprese sgradite per la Toscana: nella lista di 67 luoghi italiani idonei per ospitare il deposito nazionale, compilata da Sogin, figurano infatti Pienza-Trequanda (Siena), nel cuore della Val d'Orcia patrimonio Unesco, e Campagnatico (Grosseto), nel verde della Maremma. La reazione delle istituzioni locali è stata immediata e totalmente negativa: sindaci e consiglieri parlano apertamente di «pazzia», di «follia», e di «crimine» contro il territorio.

«Si tratta di una proposta irricevibile e non negoziabile e che non riteniamo di non poter prendere nemmeno in considerazione in un territorio come il nostro patrimonio mondiale dell'umanità Unesco e ad alta vocazione turistica», affermano in un comunicato unitario i sindaci della Val d'Orcia, annunciando che «ci adopereremo in tutte le sedi opportune, regionali e nazionali, che il confronto democratico consente, attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle nostre imprese, per dire no ad una proposta che ci vede nettamente contrari». Il sindaco di Campagnatico, Luca Grisanti, annuncia a sua volta di volersi rivolgere alle istituzioni, dalla Regione al ministro dell'Ambiente Sergio Costa: «Siamo anche pronti a fare le barricate - ha affermato - così come a Pietratonda, altro nostro luogo individuato per lo stoccaggio di rifiuti come i gessi rossi».

Annuncia battaglia «in tutti i luoghi deputati» la Regione Toscana: «Sono convinto - sostiene il presidente Eugenio Giani, da tempo autonominatosi paladino della "Toscana diffusa" e delle sue bellezze - che il Governo si ricrederà sull'utilità di scelta ipotizzata in aree dove la bellissima Trequanda ai confini della Val d'Orcia o l'affascinante Campagnatico, immerso nei tratti più belli della Maremma, costituiscono un valore ambientale unico al mondo».

Insorge anche Coldiretti Toscana, secondo cui la scelta del sito per le scorie «deve tutelare la vocazione dei territori della Toscana, una regione al top per l'agricoltura green con 16 prodotti Igp, 16 Dop e 461 prodotti riconosciuti tradizionali dal Mipaaf, con un forte e rinnovato impegno nel custodire semi, animali o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare».