Oggi | 4 gennaio 2021 19:30

Lem investe 10 milioni in due nuovi stabilimenti

Il Covid non ferma gli investimenti di Lem Industries di Bucine (Arezzo), una delle realtà più importanti per il trattamento e le finiture di fibbie, borchie, catene e chiusure metalliche per i brand del lusso, con un fatturato aggregato di 70 milioni nel 2019.

Lem sta investendo dieci milioni di euro in due nuovi stabilimenti, destinati ad aggiungere ottomila metri quadrati di aree produttive e nuove tecnologie a minor impatto ambientale come il Pvd, accanto alla galvanica e alla verniciatura.

«Nonostante la pandemia e l'anno complicato, abbiamo confermato questo importante investimento che ci consentirà di essere l'unica azienda che realizza tutti i trattamenti superficiali per accessori metallici che esistono sul mercato», afferma l'amministratore unico Daniele Gualdani, stimando la flessione di fatturato 2020 intorno al 25-28% e indicando l'obiettivo di recupero nel 2021.

«Le difficoltà del settore lusso non sono finite ma usciamo rafforzati da questo periodo, più uniti e più organizzati - aggiunge - e iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel, tanto che abbiamo cominciato le selezioni per inserire nel gruppo 15 nuove figure».

Lem nel 2020 ha concluso anche il percorso Elite di Borsa italiana, che è servito ad avvicinare i manager al mondo della finanza straordinaria, anche se per adesso l'azienda ha intenzione di andare avanti da sola. E quest'anno promuoverà la seconda edizione del master executive dell'Università di Siena in Management e comunicazione per l'industria chimica del lusso, diretto a laureati che vogliono approfondire le conoscenze sulla sostenibilità, che oggi ha un approccio molto chimico anche per lo smaltimento dei materiali.