Oggi | 2 gennaio 2021 19:22

Sull'erosione costiera ora volano gli stracci

Dopo la mareggiata dei giorni scorsi sulle coste massesi, che ha "mangiato" tratti di litorale strategici per il turismo e dunque per lo sviluppo, il sindaco di Massa Francesco Persiani ha chiamato in causa la Regione, accusandola di mancati interventi per tamponare un problema come quello dell'erosione costiera che «esiste da decenni» e che «mette a rischio gli stabilimenti balneari e di conseguenza il lavoro di intere famiglie».

«Non possiamo più accettare che la Regione stia a guardare - ha scritto Persiani - mentre le nostre coste continuano a sparire in modo sempre più massiccio e pericoloso. Questo significa non solo un enorme danno ambientale, ma gravi danni al comparto turistico, economico, occupazionale. La città di Massa non può più essere considerata un territorio marginale, merita attenzione, progettualità e fondi». E ha concluso, sollecitando un incontro immediato: «Presidente Giani, se ci sei batti un colpo».

Al sindaco di Massa risponde ora l'assessore regionale all'Ambiente, Monia Monni, che rivendica gli interventi per contrastare l'erosione costiera attuati in questi anni sulla costa apuana, tra cui «2,3 milioni per il litorale di Massa a sud del fosso Poveromo», lavori «attualmente in corso che stanno interessando un ripascimento con ghiaia e poi in sabbia». Per quanto riguarda gli altri tratti del litorale massese, l'assessore sottolinea che la Regione è «impegnata in due diverse progettazioni che hanno ad oggetto la zona sud della foce del Frigido e la zona dei Ronchi, alle quali daremo massimo priorità».

In realtà la questione è molto più complessa, come risulta dalla relazione dell'assessorato regionale all'Ambiente dell'ottobre scorso, elaborata dopo che Il Sole 24 Ore aveva (il 10 ottobre) indicato la Toscana tra le ultime regioni italiane per spesa dei fondi assegnati per il dissesto idrogeologico (si legga 'Frane e alluvioni: il tesoretto non speso ').

Quella relazione certifica che 22 milioni indicati per "ripascimento spiagge Massa e Carrara" nell'accordo di programma Regione Toscana-ministero dell'Ambiente del 2010, e dunque disponibili nelle casse regionali, non sono (ancora) stati spesi perché «assegnati con titoli generici»: per finanziare con certezza la spesa, gli interventi devono essere riprogrammati da un Comitato di indirizzo e controllo che in tutti questi anni non è mai stato convocato dal ministero. La Regione ne ha chiesto la convocazione per sei volte, a partire dal luglio 2016 fino al luglio 2020, ma senza esito.

«La mancata riprogrammazione non solo tiene ferme tali risorse, ma blocca anche altri interventi e relative risorse», afferma l'assessorato nella sua relazione.

Adesso la Regione sembra intenzionata a muoversi sul capitolo del dissesto idrogeologico. Il presidente Eugenio Giani, in una intervista pubblicata sul Sole 24 Ore-Centro del 27 novembre scorso, ha annunciato «un monitoraggio mensile dell'avanzamento di progetti e lavori per aiutare gli enti locali a superare gli ostacoli, mettendo a disposizione un tavolo regionale». L'assessore Monni, a proposito dell'erosione costiera, ora annuncia «una task force con i tecnici regionali, i balneari e gli enti locali per discutere la strategia regionale già elaborata e verificare eventuali ulteriori azioni da mettere in campo».