Oggi | 30 dicembre 2020 14:57

L'edilizia aspetta (ancora) la spinta del superbonus 110%

L'edilizia toscana chiude un altro anno difficile, aggravato dall'emergenza Covid che ha bloccato gran parte delle attività tra marzo e maggio. Anche i lievi segnali di vivacità che si intravedevano alla fine dell'estate sono rimasti tali, non ancora trasformati in ripresa e non ancora consolidati dalle agevolazioni fiscali, a partire dal superbonus 110%.

Il "barometro" dell'associazione dei costruttori Ance Toscana segnala che nei primi nove mesi dell'anno le imprese iscritte alla Cassa edile sono scese dell'1,8% (ora sono 5.408); le ore lavorate sono diminuite del 12,6% (media mensile); la massa dei salari si è contratta dell'11,8%. Il segno 'più' riguarda solo i lavoratori iscritti alla Cassa edile, cresciuti dell'1,3% (ora sono 21.530). In effetti l'indagine sulla forza lavoro dell'Istat segnala un buon recupero nel terzo trimestre (+14,6% gli occupati, sopra quota 110mila), anche se il dato va letto insieme col boom della cassa integrazione (+1.098% nei primi dieci mesi dell'anno).

Prosegue il recupero dei bandi per le opere pubbliche, con quelli di progettazione in crescita del 9,5% in valore nei primi dieci mesi, e quelli di lavori in rialzo del 25% a 1,5 miliardi di euro.

Il segnale preoccupante arriva dallo stop del mercato immobiliare: in Toscana nei primi nove mesi le compravendite di abitazioni sono scese del 15,2% a quota 25.367. Ance Toscana sottolinea anche come stia proseguendo il definanziamento dell'edilizia: i prestiti vivi, al netto cioè delle sofferenze, calano del 5,1% al 30 settembre, scendendo a 3,6 miliardi di euro rispetto ai 10 miliardi segnati in passato.