Oggi | 30 dicembre 2020 18:27

Irpet certifica l'effetto-Covid: 26mila occupati già persi

Chi aveva un contratto a termine, ha visto svanire la possibilità di rinnovo. Idem per chi aveva un contratto di apprendistato. Mentre chi sperava in un'assunzione stagionale è rimasto, in gran parte, deluso. E così nell'anno del Covid (i dati sono aggiornati a fine novembre) la Toscana ha già perso 26mila posti di lavoro (-2,4%) rispetto al 2019.

L'analisi dell'Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) è frutto della perdita di quasi 32mila contratti a termine e di 2.400 contratti di apprendistato, e della sostanziale tenuta dei contratti a tempo indeterminato (+8mila), protetti dal blocco governativo dei licenziamenti.

Il settore più colpito dalla crisi è il turismo con quasi 15mila addetti in meno (-11,9%); seguono il commercio (-3.700 addetti, -4,9%), gli altri servizi e la manifattura del made in Italy (-4.500 addetti, -3,2%), in particolare la moda.

L'unico settore che, secondo l'Irpet, ha aumentato i dipendenti rispetto al 2019 è quello delle costruzioni «a seguito della ripartenza di attività come i cantieri anti-dissesto idrogeologico e dell'edilizia residenziale pubblica, scolastica e penitenziaria». Il dato trova solo in parte conferma nell'analisi appena realizzata da Ance Toscana (vedi qui: L'edilizia aspetta ancora la spinta del superbonus 110% ).

Le categorie più colpite dalla crisi occupazionale sono i giovani con meno di 35 anni, gli stranieri e le donne.

Intanto Cna Toscana rilancia l'allarme: «Il 2020 è stato un anno terribile per le nostre imprese - afferma il presidente Luca Tonini - che hanno perso mediamente il 40% del fatturato, con punte che hanno superato l'80% per settori come la ristorazione, l'alberghiero e l'artigianato artistico. Con questo scenario e le previsioni di una terza ondata della pandemia rischiamo di perdere 40mila imprese nel 2021, solo in Toscana». Cna chiede di «mettere in campo risorse per le aziende, a partire dai fondi strutturali europei che possono rappresentare uno strumento utile a sostegno dello sviluppo economico».