Oggi | 20 novembre 2020 18:24

Confcommercio Toscana annuncia lo sciopero fiscale

In Toscana 50.000 imprese commerciali non pagheranno più tasse e imposte: è questo l'annuncio della presidentessa di Confcommercio Toscana, Anna Lapini (nella foto), che ha scritto al presidente nazionale Carlo Sangalli annunciando lo "sciopero fiscale" dei propri associati. Al centro delle critiche dell'associazione, i ristori definiti "irrisori" da parte dello Stato, la mancata sospensione della contribuzione fiscale, la disparità di trattamento fra categorie merceologiche sottoposte alle restrizioni anti-Covid dei Dpcm.

«Le nostre aziende non hanno più risorse, e preferiamo continuare a pagare prioritariamente dipendenti e fornitori rispetto ad uno Stato che non comprende, anzi calpesta, le nostre ragioni di esistere», tuona Lapini. E se le imprese, come sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni, non si potranno sottrarre al pagamento delle ritenute né a quello dell'imposta Iva, così come l'imposta di soggiorno, «possono però dichiarare lo sciopero fiscale per una lunga serie di altre tasse e imposte, da Irap e Ires a Imu, bollo auto e tassa sugli immobili».

Secondo Marinoni, «mentre l'evasore fiscale è un ladro della collettività e come tale va condannato, chi protesta contro l'iniquità dello Stato adottando uno strumento legittimo come lo sciopero fiscale compie un atto ben diverso e ben più condivisibile anche da un punto di vista sociale». E l'iniziativa, sostiene il direttore di Confcommercio Toscana, è assolutamente lecita: «Si tratta di una azione di protesta collettiva che rientra nell'ambito dei diritti di cui agli articoli 18 (diritto di libera associazione) 21 (diritto di libera manifestazione di pensiero), 39 ( diritto di libera organizzazione sindacale) 40 (diritto di sciopero) della Costituzione della Repubblica Italiana».