Oggi | 18 novembre 2020 15:16

Runner Pizza: «Sui rider s'ignora il modello-Firenze»

«Sono scandalizzato dal fatto che nessuna istituzione si ricordi di cosa è stato fatto a Firenze: il modello a cui guardare per inquadrare i rider c'è già, lo abbiamo costruito con i sindacati e, a distanza di oltre un anno, ha dimostrato di funzionare. Perché la politica non lo prende ad esempio?».

Nel giorno in cui al ministero del Lavoro si torna a parlare di tutele dei rider, Tiziano Capitani, socio di riferimento e amministratore unico della fiorentina Runner Pizza, una delle prime aziende in Italia a consegnare (fin dal 1994) cibo a domicilio in maniera organizzata, è allibito.

Nel luglio 2019 - come si ricorda sul Sole 24 Ore - l'azienda ha firmato con i sindacati Cgil, Cisl, Uil un contratto di secondo livello che, declinando il contratto nazionale Logistica e trasporto merci, disciplina la figura dei rider, i fattorini che si muovono in scooter o in bicicletta e che lavorano soprattutto la sera e nel fine settimana. Nel caso di Runner Pizza lavorano perlopiù dalle 8 alle 16 ore a settimana, spostandosi su scooter elettrici forniti dall'azienda.

L'accordo aziendale prevede un compenso legato alle ore lavorate (la paga oraria è quella prevista dal contratto nazionale Logistica) e, in più, un meccanismo incentivante legato alle consegne effettuate, studiato da Runner Pizza con i sindacati. Il "premio" così configurato può arrivare a incidere fino a 300-400 euro al mese, e si somma alla paga-base sempre garantita (che oscilla da 230-250 euro al mese a 750-800 euro al mese, a seconda delle ore contrattuali). Il contratto prevede ferie, malattia, trattamento di fine rapporto, tredicesima e quattordicesima.

Una soluzione chea Runner Pizza (13 punti vendita, 200 dipendenti di cui 140 rider che coprono i comuni di Firenze, Prato e l'area metropolitana, consegnando 500mila pizze all'anno per un fatturato di circa 4,5 milioni) costa circa il 20% in più, spiega Capitani, ma che «dà dignità ai lavoratori e consente a noi di pretendere il rispetto delle regole aziendali: e questo rappresenta una garanzia anche per il cliente finale».

Nell'estate 2019, quando il contratto venne firmato, fu presentato pubblicamente in Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella insieme con azienda e sindacati. «Questo accordo è uno spartiacque – disse allora il sindaco – ora non ci sono più alibi per nessuno, a cominciare dal ministro del Lavoro a cui chiediamo di applicare il modello Firenze».

Ma ora che il tema è tornato d'attualità, con gli annunci di alcune piattaforme di delivery di voler assumere i rider, nessuno ha pensato di "attingere" al contratto di Runner Pizza. «La politica continua a parlare di tutele dei rider ma ignora quel che già c'è».