Oggi | 17 novembre 2020 15:53

Contributi Inps, le imprese si ribellano

Le imprese toscane protestano per la circolare dell'Inps che prevede lo slittamento del pagamento dei contributi di novembre per le realtà in zona rossa per Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Provincia autonoma di Bolzano, escludendo però Toscana e Campania perché, si legge nel documento, «l'eventuale variazione della collocazione delle regioni nel corso del mese di novembre non ha effetti per l'applicazione della sospensione». Una linea che, per il mondo produttivo, non corrisponde a quella delineata dal decreto Ristori bis, dove si prevede la creazione di un fondo specifico proprio per far fronte agli oneri che si creeranno con l'estensione delle restrizioni in caso di eventuali e successive ordinanze, come accaduto proprio per la Toscana.

«Questi contributi non vanno versati perché la Toscana è stata dichiarata zona rossa, e questo diciamo alle nostre imprese associate», tuona la presidente di Confcommercio provincia di Pisa Federica Grassini (nella foto), secondo cui «questo tipo di pubblica amministrazione inefficiente e irresponsabile, lontanissima dalla realtà, è uno degli enormi ostacoli della crescita della nostra economia, tanto che negli ultimi dieci anni ci è costata settanta miliardi di euro e ben tre punti percentuali di Pil in meno, con tutti i vantaggi che ne sarebbero derivati in caso contrario».

Cna Firenze chiede a sua volta al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani di «far pressing con noi - afferma il presidente dell'associazione, Giacomo Cioni, che parla di "abominio interpretativo" per la circolare Inps - per risolvere il tutto velocemente. Siamo esasperati da una burocrazia che sembra sempre più incapace di intendere e di volere: le imprese non possono più dare ricevendo in cambio dallo Stato servizi in media insufficienti, sia per quantità che qualità».