Oggi | 13 novembre 2020 18:56

L'arancione dura poco: Toscana zona rossa

A soli quattro giorni dalla dichiarazione di ingresso in zona arancione, scattata mercoledì 11 novembre, la Toscana diventa zona rossa (così come anche la Campania) con effetto da domenica 15, sulla base dei dati della settimana che terminava l'8 novembre - dunque prima del passaggio da giallo ad arancione. E' questa, secondo le anticipazioni, la decisione presa dal ministero della Salute, decisione che introduce un livello superiore di restrizioni agli spostamenti dei cittadini e alle attività economiche.

«Provo sorpresa e di amarezza, perché vedevo che negli ultimi giorni i dati tendevano a un lieve miglioramento», ha commentato in serata il presidente della Regione Eugenio Giani, sebbene i numeri di oggi sembrino smentirlo, registrando una risalita dei nuovi casi (2.478 contro i 1.932 di ieri), della percentuale di tamponi positivi (28,5% contro 24,3%), e dei decessi (55 contro 37). «Oggi la Toscana - sostiene - si trova davanti una situazione di lieve miglioramento. Sono convinto che ce l'avremmo potuta fare anche senza dover passare a zona rossa».

Secondo Giani, che ha parlato in una diretta Facebook, infatti «oggi in Toscana il dato Rt è in graduale appiattimento. Dall'1 all'8 è cresciuto e dal 9 novembre i dati sono leggermente discendenti, tendenti alla stabilizzazione». Segnali positivi, per il governatore, arrivano anche dalle operazioni di tracciamento, dove la Toscana fin qui non ha davvero brillato: «Con i 500 assunti nell'Asl Toscana Centro - ha detto - il tracciamento dei contattati è al 71%, sulla costa siamo al 46% e addirittura al 97% nell'Asl Toscana Sud Est. Nel complesso il 65% dei positivi è tracciato nei contatti che ha avuto».

Con l'introduzione della zona rossa diventa vietato ogni spostamento all'interno del territorio, anche fra comune e comune, che non sia motivato da comprovate esigenze (come lavoro, salute, scuola). Chiudono tutti i negozi al dettaglio, a eccezione di attività considerate essenziali come rivenditori di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole (anche all'interno dei centri commerciali). Restano aperti anche lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, abbigliamento per bambini, giocattolai, profumerie, pompe funebri, distributori automatici. Fra i servizi alla persona rimangono aperti i parrucchieri. Rimane consentito l'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio per bar e ristoranti.

La notizia «ci lascia imbarazzati e preoccupati», dice il direttore regionale di Confesercenti Toscana, Massimo Biagioni, secondo cui «si continua con l'improvvisazione che vede addirittura in una settimana cambiare ben tre volte colore». Per il presidente di Confartigianato Imprese Firenze Alessandro Sorani, «la zona rossa per contenere il virus è necessaria, ma sono necessari anche i fondi per tutelare chi non può lavorare», e se il provvedimento «è indubbiamente legittimo sotto il profilo dei contagi e necessario per far fronte all'emergenza sanitaria», ciò nonostante «è ridicolo e grottesco dal punto di vista della gestione del governo», visto che «per constatare l'efficacia delle misure adottate sono necessarie due settimane». Cna Firenze torna a chiedere «un'inversione di tendenza nelle modalità con cui vengono distribuiti i ristori: stop alla non-logica dei codici Ateco, e via ad una serie di aiuti a fondo perduto per ogni impresa, parametrati sulla diminuzione di fatturato».

Il passaggio della Toscana in zona rossa porterà verosimilmente anche a maggiori controlli delle forze dell'ordine nei centri abitati, e a eventuali misure ancora più restrittive, come la chiusura delle strade e delle piazze maggiormente frequentate, che i sindaci potranno prendere sulla scorta dei numeri dell'andamento dei contagi. La Asl Toscana Centro ha reperito altri 20 alberghi per uso sanitario, mentre l'ex ospedale Iot Palagi di Firenze avrà un'area Covid con 22 posti. Giani, sempre oggi, ha firmato un'ordinanza per velocizzare le assunzioni in Sanità; si potranno inoltre richiamare in servizio pensionati medici e infermieri.