Oggi | 12 novembre 2020 15:38

Estra fa tris negli impianti per rifiuti

L'azienda pubblica Estra, attiva nella distribuzione e vendita di gas e energia, si allarga nella gestione dei rifiuti, arricchendo il portafoglio di impianti di smaltimento con una politica dei piccoli passi.

L'accordo appena firmato prevede che Estra, in tandem col proprio socio di riferimento Consiag Prato (che ne possiede il 39,5%), acquisti il 10% di Bisenzio Ambiente srl, una piccola società di Campi Bisenzio (Firenze) che fa capo a Paolo Ciervo, con la prospettiva di salire al 100% entro il 2026. Per adesso l'investimento è di 77mila euro attraverso un aumento di capitale.

Bisenzio Ambiente dal luglio scorso ha attivato un impianto di trattamento di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, come liquidi (scarichi industriali) e fanghi (scarichi delle fosse biologiche), dotato di laboratorio di analisi. L'impianto, situato in un capannone di cinquemila metri quadrati, potrà trattare a regime 186mila tonnellate all'anno di rifiuti liquidi.

E' la terza operazione di Estra nel settore rifiuti dopo l'acquisizione del 100% di Ecolat Grosseto, titolare di un impianto per selezionare e valorizzare gli imballaggi in plastica, vetro, alluminio, acciaio e tetrapak provenienti dalle raccolte differenziate e socio del gestore dei servizi ambientali del sud della Toscana, Sei Toscana; e dopo l'acquisto poche settimane fa del 15% di Ecos, società attiva nella gestione dei rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, proprietaria di un sito di stoccaggio da 9.500 metri quadrati a Barberino-Tavarnelle (Firenze), partecipazione destinata a salire al 100% entro il 2023.

L'ingresso diretto della holding di partecipazioni Consiag nell'operazione Bisenzio Ambiente si spiega col disegno annunciato dal suo amministratore unico, Nicola Perini, che in un comunicato parla di «integrazione tra i soggetti industriali presenti sul territorio» per renderlo «autosufficiente e competitivo» sul fronte degli impianti.

In quest'ottica l'auspicio manifestato da Perini - in qualità di amministratore di Consiag che detiene partecipazioni, oltre che in Estra, in Publiacqua, Alia (servizi ambientali) e Gida (depurazione industriale) - è che «prenda avvio un processo di aggregazione societario» che coinvolga i Comuni dell'area, e dunque in primo luogo Firenze che è socio 'pesante' sia di Publiacqua che di Alia.

Un processo di aggregazione delle utility che, nel caso andasse in porto, dovrebbe "limitarsi" ai settori dell'acqua (in coabitazione con un socio 'ingombrante' come la romana Acea) e dei rifiuti, visto che la "terza gamba" della distribuzione del gas, presidiata sì da Estra Reti, è però dominata da Toscana Energia, società che dall'ottobre scorso non è più controllata dal pubblico ma da Italgas, salita al 50,6% senza che gli 80 Comuni-soci, tra cui Firenze, esercitassero il diritto d'opzione.