Oggi | 12 novembre 2020 17:53

Bankitalia: «Economia in caduta, previsioni impossibili»

La pandemia si è abbattuta su un'economia toscana che era già debole (+0,1% il Pil 2019), e che non aveva ancora recuperato tutti i danni della crisi del 2008. E il risultato, delineato da Bankitalia Firenze nel documento che aggiorna la congiuntura toscana di metà anno, è una caduta straordinaria, molto simile a quella dell'Italia nel suo complesso: -12% il Pil dei primi sei mesi, -15% l'export del primo semestre.

In tenuta, un po' meglio della media nazionale, per adesso è l'occupazione (-0,8%), grazie al maggior peso in Toscana dei contratti a tempo indeterminato, protetti dal blocco dei licenziamenti, e al maggior utilizzo degli ammortizzatori sociali. Le conseguenze delle minori assunzioni, però, sono sulle spalle dei giovani (15-24 anni), delle donne e del settore turismo e servizi alla persona.

Anche le prospettive - emerse dall'indagine fatta da Bankitalia nel mese di settembre su 400 aziende dell'industria, servizi e costruzioni con più di 20 dipendenti - sono nere: il 75% delle imprese industriali stima cali consistenti di fatturato nei primi nove mesi dell'anno, ancora più pesanti per il settore moda e per le piccole imprese; più del 33% ha rivisto al ribasso i piani di investimento per il 2020; il 40% delle aziende prevede una riduzione di fatturato anche per i prossimi mesi e per i primi del 2021. Particolarmente colpito è il settore terziario, a partire dal turismo (che nei mesi estivi ha segnato una ripresina inferiore alla media italiana per la specializzazione della Toscana nelle città d'arte e per la vocazione extraeuropea).

Sul fronte del credito i dati confortanti di oggi - con il boom dei prestiti alle imprese trainati dalle garanzie statali - rischiano di portare «una potenziale crescita dei default», secondo Bankitalia. «C'è il rischio di una fragilità finanziaria delle imprese per la crescita della leva finanziaria e di un aumento delle insolvenze», ha spiegato il direttore della sede fiorentina della Banca d'Italia, Mario Venturi.

Le richieste di finanziamenti garantiti dallo Stato presentate dalle aziende alle banche sono state (fino al 9 novembre) 103mila in Toscana, in larghissima parte accolte, per un importo finanziato di 8,3 miliardi di euro. Di queste, 80mila pratiche riguardano prestiti fino a 30mila euro (per i quali la garanzia arriva al 100%) per un totale finanziato di 1,5 miliardi.

«I finanziamenti garantiti in Toscana rappresentano l'8,3% di quelli nazionali - ha spiegato il direttore - con un peso più elevato di quello che ha il credito regionale, pari al 7%. Questo significa che qui si è fatto ricorso in modo più forte alle misure di sostegno, più di quanto avremmo potuto aspettarci».

Le previsioni di Bankitalia su tempi e portata del recupero economico «non sono facili in questo momento caratterizzato dalla recrudescenza dell'epidemia», in cui le variabili economiche si sommano con quelle sanitarie. Impossibile anche fare stime sui posti di lavoro a rischio, dice l'Istituto. «Gli investimenti pubblici potrebbero dare una spinta al rilancio - ha spiegato Silvia Del Prete, responsabile della divisione Analisi e ricerca economie territoriali - ma la Toscana deve risolvere i nodi strutturali che non ha risolto in passato, investendo su capitale umano, digitalizzazione del sistema produttivo e finanziario».