Oggi | 11 novembre 2020 18:57

Fendi, al via la fabbrica di borse da 60 milioni

Servirà un anno e mezzo per costruire il nuovo stabilimento di borse Fendi a Bagno a Ripoli (Firenze), nell'area dell'ex fornace Brunelleschi: nell'estate 2022 la maison del lusso, parte del gruppo francese Lvmh, prevede di produrre pelletteria nella nuova fabbrica, i cui lavori sono cominciati oggi 11 novembre (dopo due anni dedicati alle bonifiche e alle demolizioni di vecchi edifici, che sono stati più lunghi e complicati del previsto anche per la pandemia).

La posa della prima pietra è stata "sostituita" dalla piantumazione di una quercia (che vuol significare l'attenzione all'ambiente), senza cerimonia pubblica per evitare contagi. Il nuovo stabilimento, chiamato Fendi Factory, occuperà 13mila metri quadrati e sorgerà su un'area di 80mila mq che guarda la campagna, acquisita all'asta nel 2017.

L'investimento complessivo sfiora i 60 milioni con un contributo pubblico (del ministero dello Sviluppo economico e della Regione Toscana) di quasi 6 milioni legato a un programma nazionale di ricerca e sviluppo. La fabbrica di borse sarà operativa nell'estate-autunno 2022 e occuperà 380 persone, di cui più di 130 nuovi assunti (gli altri saranno trasferiti dall'attuale stabilimento Fendi di Ponte a Ema).

Progettato dallo studio milanese Piuarch, lo stabilimento si integra con le colline circostanti, avrà la certificazione Leed Platinum e pareti in vetro per far entrare la luce e permettere agli addetti la vista sulla campagna così da offrire, afferma l'azienda, un ambiente di lavoro sostenibile.

Per il presidente e amministratore delegato Fendi, Serge Brunschwig «l'Italia è sinonimo di tradizione, storia, bellezza e soprattutto di eccellenza: per questo motivo abbiamo colto l'opportunità di investire nel made in Italy e di valorizzare i principi fondamentali dell'artigianato, del savoir-faire e l'importanza del fatto a mano».

Per il ministero dello Sviluppo economico Fendi Factory dimostra «l'importanza degli accordi di sviluppo promossi dal Mise – dice il ministro Stefano Patuanelli - che hanno l'obiettivo di accompagnare le nostre imprese nel processo di trasformazione tecnologica, tutelando sia le competenze dei lavoratori sia la riconversione degli stabilimenti».

Soddisfatto il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini: «Quella di oggi è una ventata di fiducia per il futuro in un momento così complesso e la dimostrazione di come a Firenze e in Toscana si possa fare e fare bene, con tempi rapidi, certi e una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato».

Si tratta dell'ennesimo investimento dei grandi marchi della moda nel distretto toscano della pelletteria di lusso, calamita straordinaria grazie alle competenze radicate: annunciati o in costruzione sono i nuovi stabilimenti di borse Yves Saint Laurent (gruppo Kering) a Scandicci, Furla a Tavarnelle Val di Pesa, Balenciaga (sempre Kering) a Cerreto Guidi, mentre Prada sta completando il polo logistico a Levanella, nel Valdarno aretino.