Oggi | 10 novembre 2020 17:38

«Rischiamo uno scenario più complicato di marzo»

Le imprese toscane chiedono «rigore, competenza, sostegno» e tempi rapidi, perché «lo scenario economico e sociale rischia di essere molto più complicato del marzo scorso», a dirlo è il presidente di Confindustria Toscana e presidente di Confindustria Firenze, Maurizio Bigazzi (nella foto), a poche ore dalla ingresso della Toscana in zona arancione.

Con un'economia regionale storicamente trainata dall'export, che nel secondo trimestre del 2020 ha registrato un -38%, rispetto allo stesso periodo del 2019, il presidente di Confindustria Toscana sottolinea come «i dati sanitari mostrano un quadro più che preoccupante e le previsioni economiche tratteggiano un futuro pesantemente incerto e difficile per tutte le nostre filiere. Oggi non esiste comparto toscano che non sia in seria difficoltà, a partire dall'industria del turismo e degli eventi completamente azzerata, che avrà bisogno di contributi e interventi dedicati anche per affitti, utenze e tasse; alla moda, alla meccanica, fino all'agroalimentare».

I «rigidi protocolli» messi in atto dalle aziende «tutelano e garantiscono la sicurezza dei nostri dipendenti dentro i cancelli», aggiunge ancora Bigazzi, ma «il virus sta premendo dall'esterno e abbiamo poche armi per combattere le difficoltà che crea alla gestione della quotidianità aziendale», e per questo sollecita la Regione per una «tempestività nell'esecuzione di tamponi e nella comunicazione dei risultati, anche utilizzando i medici del lavoro e quelli di base».

«Tutto il Paese sta affrontando una dura prova e sappiamo che vi sono attività economiche più direttamente colpite, ma l'attenzione va tenuta alta su tutte le filiere produttive - conclude Bigazzi -, perché questa crisi potrebbe avere un impatto strutturale di lungo periodo, con il rischio di perdere un patrimonio di saper fare difficilmente replicabile».