Oggi | 23 ottobre 2020 19:59

«Cdp sia driver di innovazione»

Cassa Depositi e prestiti (Cdp) rafforza l'impegno in Toscana annunciando la volontà di essere sempre più vicina alle piccole e medie aziende e alle pubbliche amministrazioni, in occasione dell'inaugurazione della nuova sede territoriale di Firenze, in cui lavoreranno dodici persone.

Nell'ultimo biennio Cdp (istituzione finanziaria che fa capo al ministero dell'Economia e finanze ed è partecipata da alcune fondazioni bancarie) è stata particolarmente attiva nella regione, erogando 330 milioni di finanziamenti a undici aziende - tra cui 30 milioni a Piaggio (mezzi di trasporto), 20 milioni a Azimut (yacht), 10 milioni a Sammontana (gelati), 4 milioni al gruppo Stefano Ricci (moda) - e altri 130 milioni attraverso intermediari finanziari a favore di 380 imprese della regione. E' intervenuta anche nel social housing nel territorio fiorentino, ha firmato cinque protocolli di consulenza tecnico-amministrativa sull'edilizia scolastica con gli enti locali toscani, ha prestato loro 152 milioni di finanziamenti.

«Cdp è storicamente vicina ai territori - ha spiegato l'amministratore delegato Fabrizio Palermo - e attenta al loro sviluppo economico e infrastrutturale. Un rapporto che stiamo rafforzando e innovando grazie a un modello di cooperazione con le pubbliche amministrazioni e le imprese, in una fase caratterizzata da nuove sfide per l'Italia, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale e sociale».

A Cdp guardano con interesse e speranza gli industriali: «In un momento cruciale, e purtroppo drammatico, come questo, è fondamentale avere vicino, anche fisicamente, una infrastruttura strategica per la ripresa come Cassa Depositi e prestiti», ha detto il presidente di Confindustria Firenze, Maurizio Bigazzi, intervenendo alla tavola rotonda online organizzata in occasione dell'apertura della sede.

«Cdp può aiutarci a superare i gap storici delle nostre Pmi, come la dimensione e la scarsa capitalizzazione che spesso ne frenano lo sviluppo - ha aggiunto - ma per questo ci serve una Cassa Depositi e prestiti che sia driver di innovazione, non che faccia da bancomat su progetti non strategici. Le ‘partecipazioni statali' le abbiamo consegnate ai libri di storia. Servono solide partnership per la ripresa e per essere più attrattivi per nuovi investitori».