Oggi | 22 ottobre 2020 16:40

Unicoop Tirreno dopo la crisi torna al pareggio

E' stato un percorso lungo e tormentato, ma il traguardo è raggiunto: Unicoop Tirreno è salva. Il piano di ristrutturazione avviato nel 2016 ha riportato i conti in terreno positivo.

Nel primo semestre 2020 la gestione caratteristica (il risultato operativo) di Unicoop Tirreno è tornata in pareggio, a 16 anni dall'ultima volta. Il semestre chiude in perdita (-3,3 milioni) per la mancanza dei proventi legati alle partecipazioni (in particolare l'utile non distribuito, causa Covid, dal gruppo Unipol), ma la direzione è imboccata: «A fine anno il reddito operativo sarà ampiamente positivo e il bilancio si chiuderà in sostanziale pareggio», annuncia il direttore generale Piero Canova, arrivato quattro anni fa dal mondo dell'industria per risanare la cooperativa - una delle grandi della galassia Coop, con 94 supermercati perlopiù in Toscana con appendici in Lazio e Umbria, 889 milioni di fatturato 2019 e 3.750 dipendenti - finita in crisi finanziaria.

L'obiettivo, fissato dal piano di risanamento a fine 2019, è stato dunque raggiunto con sei mesi di ritardo: «Un risultato comunque raro nelle ristrutturazioni aziendali italiane», afferma il direttore generale. E questo anche se le vendite di Unicoop Tirreno quest'anno non cresceranno (la stima 2020 è -1%) per l'impatto - spiega Canova - del calo dei flussi turistici fino a giugno, dei protocolli Covid che impongono ingressi contingentati nei supermercati, e del perimetro "dimagrito" (quattro negozi nel Lazio sono stati chiusi).

La ristrutturazione di Unicoop Tirreno si è fondata sul prestito partecipativo da 170 milioni che altre otto cooperative di consumo (da Coop Alleanza 3.0 a Unicoop Firenze) hanno effettuato a fine 2016, e che è servito a rafforzare il patrimonio per tutelare i soci-prestatori e riportare il rapporto patrimonio/prestito sociale sotto quota 1 a 3, come richiesto dalla Banca d'Italia. «Entro il 2021 completeremo la restituzione del prestito partecipativo - afferma Canova - la nostra situazione finanziaria è migliorata, al punto che nella difficile fase dell'emergenza sanitaria abbiamo aiutato molti nostri fornitori allungando le condizioni di pagamento».

Resta da sciogliere il nodo del rinnovo del contratto integrativo aziendale, in vigore da 14 anni: la cooperativa ne ha dato disdetta, prorogata al prossimo 31 ottobre, ma l'accordo con i sindacati ancora non c'è anche se le posizioni si sono avvicinate. «L'unica certezza è che il 1 novembre il vecchio contratto integrativo decadrà e, in mancanza di accordo, la cooperativa emanerà un proprio regolamento, come già fanno altre Coop», chiosa Canova.