Oggi | 19 ottobre 2020 11:16

Conte firma il decreto, Mps ai privati nel 2022

E' arrivata la firma del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al decreto di Palazzo Chigi che autorizza la scissione degli 8,1 miliardi di crediti deteriorati di Banca Mps, e che avvia la fase finale del percorso che dovrebbe riportare l'istituto senese nelle mani dei privati. Un'operazione, scrive oggi Il Sole 24 Ore, che in base ai tempi concordati con la Dg Competition della Commissione Ue andrà conclusa entro metà 2022, quando l'assemblea dovrà approvare il bilancio 2021 - bilancio in perdita, secondo l'ultimo aggiornamento del piano industriale.

Il decreto, scrive il quotidiano, propone tre strade per l'uscita del Tesoro da Siena: la fusione con un altro istituto, l'offerta anche frazionata del pacchetto azionario oggi in mano al ministero dell'Economia, o la gara: opzioni che tuttavia «prevedono - si legge - la necessità di accendere un interesse del mercato. Che ad oggi, ufficialmente, non si vede». Nei mesi scorsi, a quanto risulta a Il Sole 24 Ore, era stato portato avanti «un confronto informale con l'Antitrust europeo» sull'opportunità di allungare la scadenza dei termini per l'uscita dello Stato, «anche alla luce della difficoltà di trovare un compratore».

A complicare la ricerca di un partner c'è il peso delle cause pendenti: su Banca Mps gravano infatti richieste di risarcimento per circa 10 miliardi. Il tribunale di Milano nei giorni scorsi ha condannato in primo grado l'ex presidente di Mps Alessandro Profumo e l'ex amministratore delegato Fabrizio Viola per false comunicazioni sociali relative alla semestrale del 2015 e aggiotaggio, nel processo scaturito da una tranche dell'indagine sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria.