Oggi | 16 ottobre 2020 19:01

Giù l'export dei distretti (-30%), si salva la carta di Lucca

Il cartario di Lucca è l'unico distretto industriale italiano non-agroalimentare ad aver aumentato l'export nel primo semestre 2020, durante i mesi del lockdown e dell'emergenza Covid più dura: +4,5% il valore delle vendite estere, passate da 500,6 a 523,1 milioni di euro. Gli altri segni "più" nei primi sei mesi 2020 riguardano solo distretti alimentari, da quelli di Parma e del Napoletano fino al caffè e cioccolata torinese e alle conserve di Nocera.

Il risultato lucchese, evidenziato nel periodico Monitor distretti di Intesa Sanpaolo, è strettamente legato all'emergenza sanitaria che ha alimentato i bisogni d'igiene dei consumatori mondiali, bisogni soddisfatti dalle produzioni lucchesi di fazzoletti di carta, salviette, asciugatutto, tovaglioli, carta igienica. Tutti i marchi del settore, da Regina a Foxy, da Tempo a Tenderly, fino a Tork, Tutto, Tuscany, si producono qui.

Per il resto la pandemia ha interrotto la crescita dell'export dei distretti industriali che durava da dieci anni. In Toscana il calo registrato nel primo semestre è del 30,9%: le perdite, diffuse e significative - spiega il report - hanno colpito con particolare intensità il sistema moda «penalizzato in un primo tempo dalla sospensione delle attività e dal blocco degli spostamenti e successivamente dal clima di incertezza, dalla riduzione dei redditi e dalla bassa propensione all'acquisto di beni voluttuari, nonché dai mancati consumi dei turisti stranieri».