Oggi | 15 ottobre 2020 18:23

Processo Mps, Profumo e Viola condannati a Milano

Sei anni di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, due anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese, e una multa di 2,5 milioni di euro ciascuno: questa la condanna di primo grado pronunciata dal tribunale di Milano nei confronti di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex amministratore delegato di Banca Mps, giudicati responsabili dei reati di false comunicazioni sociali - relative alla semestrale del 2015 - e aggiotaggio. La banca è stata condannata a una sanzione di 800mila euro mentre per Paolo Salvadori, allora presidente del collegio sindacale, la pena è stata di 3 anni e 6 mesi.

Il processo origina da una tranche dell'indagine sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria. La Procura aveva chiesto al gip l'archiviazione, poi respinta, e, lo scorso giugno, in dibattimento, aveva rinnovato la proposta di assoluzione. Le accuse erano di falso in bilancio e aggiotaggio in relazione ai derivati Alexandria e Santorini e alla loro contabilizzazione a saldi aperti nei bilanci di Mps per gli anni 2013 e 2014 e il primo semestre del 2015. Riguardo ai bilanci del 2013 e del 2014, Profumo e Viola sono stati assolti perchè il fatto non sussiste, mentre per i fatti che riguardano i bilanci del 2012 è stata dichiarata la prescrizione.

Il pm Stefano Civardi, durante la sua requisitoria, aveva sostenuto che tale contabilizzazione, pur «non corretta», comunque «non era diretta a ingannare soci e mercati». «Leggeremo con attenzione le motivazioni - annuncia l'avvocato Adriano Raffaelli, uno dei legali di Profumo e Viola - e senz'altro presenteremo appello contro una sentenza che consideriamo sbagliata. Abbiamo sempre creduto nel corretto operato dei nostri assistiti».