Oggi | 13 ottobre 2020 18:04

Fratelli Borgioli apre il museo aziendale e l'ecommerce

In una situazione di crisi generale, aprire un museo è un segnale di ottimismo. Ed è quello che ha fatto lo storico calzaturificio Fratelli Borgioli, che dal 2018 ha sede a Lamporecchio (Pistoia), inaugurando nel vecchio stabilimento di Vinci (Firenze) "Casa Borgioli", un percorso museale in cui racconta la storia aziendale.

«Abbiamo deciso di aprire il museo aziendale, nonostante sia un momento difficile, anche per dare un segnale di positività - dice Giacomo Fioravanti, titolare dell'azienda insieme a Urbano Borgioli -. L'idea è di essere un punto di riferimento per il territorio rilanciando la cultura di una scarpa di alta qualità».

L'azienda contava di attrarre al museo non solo turisti, ma anche le gite scolastiche, ferme ormai dal periodo del lockdown. «Nel settore calzaturiero manca la manodopera, e in particolar modo persone che abbiano passione per questa professione. L'obiettivo è quindi mostrare alle nuove generazioni cosa vuol dire lavorare in questo distretto».

Con il museo a Vinci si cerca quindi di trasmettere la passione per la produzione di calzature attraverso la storia aziendale di Fratelli Borgioli, che da piccola bottega nata nel 1946 è diventata un'azienda - 5,2 milioni di fatturato 2018 con una quarantina di dipendenti - che esporta il 70% della produzione, focalizzata sulle scarpe da uomo d'alta gamma, indossate da personaggi come Brad Pitt e George Clooney.

Il museo aziendale non è l'unica iniziativa con cui il calzaturificio vuole guardare con positività a questo momento di crisi. All'inizio di luglio infatti ha aperto lo shop online: «Con il sito di vendita abbiamo voluto tenere alta l'attenzione sulla qualità made in Italy delle nostre calzature - aggiunge Fioravanti - ma è stato anche il segnale con cui abbiamo detto ‘noi non ci arrendiamo alla crisi' che sta causando un calo di fatturato del 30-40%. Aprire lo shop online rientra nel carattere della nostra azienda, lo stesso che raccontiamo nel museo: siamo in continua evoluzione».