Oggi | 13 ottobre 2020 18:51

Ex centrale Enel di Piombino, parte la demolizione

Muove i primi passi il maxi progetto della società Stigliano Sviluppo per trasformare la ex centrale Enel di Torre del Sale, a Piombino, fuori servizio dal 2015, in un centro a vocazione turistica, commerciale e di ricerca (si veda qui ) con attenzione alla sostenibilità.

Enel si accollerà le complesse attività di bonifica dell'area di 40 ettari (utilizzando tecnologie innovative nelle zone in cui sono presenti idrocarburi), mentre Stigliano Sviluppo - che fa capo al gruppo austriaco Gb holding (si veda qui ) - si occuperà della demolizione e delle nuove realizzazioni. Entro fine anno, annuncia ora un comunicato, partiranno proprio le demolizioni (sono in corso le attività propedeutiche all'avvio del cantiere).

Nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo delle istituzioni all'ex centrale (presenti il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, e due assessori comunali). Enel sottolinea il percorso di condivisione con le istituzioni regionali e locali «secondo linee guida di sostenibilità sociale, economica e ambientale, con l'obiettivo di creare valore per le comunità locali».

«Realisticamente ci vorranno anni per gli smantellamenti e le bonifiche - ha affermato il sindaco Ferrari - ma siamo all'inizio di un percorso che porterà l'ex centrale ad essere coerente con il contesto paesaggistico e balneare di Piombino, che ha enormi potenzialità turistiche. Riqualificare quell'area è un passo importantissimo verso la rinascita per cui stiamo lavorando».

La centrale di Piombino, entrata in servizio nel 1977 e chiamata per l'ultima volta in produzione nel 2013, ha ottenuto nel 2015 il nulla osta alla dismissione da parte del ministero dello Sviluppo economico. Era costituita da quattro gruppi di produzione per un totale di 1.280 megawatt di potenza installata. Oltre alle strutture e alle apparecchiature connesse alla produzione, l'impianto era dotato di cinque serbatoi già bonificati secondo le procedure previste. Le quattro caldaie erano collegate ai due camini di 195 metri di altezza. Queste strutture al termine delle attività di bonifica saranno demolite.