Oggi | 12 ottobre 2020 17:01

«Più integrazione tra agricoltura e industria alimentare»

Solo il 20% della produzione agricola toscana viene lavorata da imprese di trasformazione della regione, a causa della scarsa integrazione che ancora esiste tra l'agricoltura e l'industria alimentare.

A dirlo è uno studio condotto dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, realizzato per conto di Confindustria Toscana per la campagna #impattotoscana varata in occasione delle elezioni regionali. Secondo il documento, la mancanza di comunicazione tra questi due settori potrebbe essere colmata con incentivi regionali diretti a stimolare l'innovazione e l'ammodernamento delle tecnologie della filiera agroalimentare, consentendo così di accrescere la produttività e la competitività del settore.

Nello studio si ipotizza che il supporto economico per stimolare l'investimento in nuove tecnologie per l'agroalimentare possa arrivare dalla redistribuzione dei futuri fondi europei del Recovery Fund.

Se un'agricoltura smart, high-tech e di precisione aiuterebbe il settore primario a comunicare con quello della trasformazione alimentare, possibili sviluppi futuri nel settore potrebbero arrivare anche dall'integrazione della robotica e delle biotecnologie, si legge nello studio del Sant'Anna.

«Un dialogo maggiore tra il mondo della ricerca e quello dell'industria agroalimentare favorirebbe – si legge nello studio - l'introduzione di innovazioni che porterebbero a un aumento del valore aggiunto, grazie a una gestione migliore dell'energia e delle risorse».