Oggi | 9 ottobre 2020 18:24

Cisa lancia la centrale che tratta i rifiuti sanitari Covid

La storica azienda lucchese Cisa - leader nella progettazione e costruzione di centrali di sterilizzazione degli strumenti chirurgici (bisturi, pinze, divaricatori) - allarga il mercato e, nella stagione del Covid, lancia la centrale di sterilizzazione dei rifiuti sanitari, prevista anche nella versione mobile (da mettere per esempio in un container nel piazzale di un ospedale).

Già distribuita in ambito internazionale (Cisa nel 2019 ha fatturato 20 milioni, per il 70% all'export), la centrale che tratta i rifiuti sanitari, compreso quelli ad alto rischio infettivo, è stata presentata in questi giorni alla Fiera del Levante di Bari, in occasione del 4° Forum mediterraneo 2020 in sanità.

Tecnologia made in Italy, la centrale Waste sterilization services department punta sulla logistica e sulla sostenibilità economica e ambientale. «Una soluzione tanto più necessaria oggi, con l'intensificarsi dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 - afferma l'azienda - che ha già fatto registrare un considerevole aumento della produzione di rifiuti sanitari pericolosi ad alto rischio infettivo in Italia e nel mondo».

Rifiuti che - come ha dimostrato uno studio commissionato da Cisa a PwC - hanno un forte impatto sui costi di gestione delle strutture ospedaliere, e che potrebbero essere abbattuti proprio con l'utilizzo delle nuove tecnologie di smaltimento.

In particolare, Cisa punta sulla versione mobile della centrale di sterilizzazione dei rifiuti, battezzata Sterili-station. «La soluzione - spiega l'amministratore delegato di Cisa, Antonio Veronesi - risponde alle principali difficoltà cui le strutture ospedaliere devono far fronte: lo stoccaggio dei rifiuti ospedalieri a rischio infettivo, il trasferimento verso centri dedicati (pochi in Italia) di trattamento, gli alti costi di smaltimento».

Grazie a queste tecnologie innovative Cisa (85 addetti), che attraverso la holding Faper Group fa capo all'imprenditore lucchese Fabio Perini, riconosciuto un inventore geniale e illuminato (ha fondato anche l'azienda di macchine per la carta Fabio Perini e il cantiere navale Perini Navi, poi cedute), punta a crescere a doppia cifra quest'anno.